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Cicerone - Orationes - Pro Cn Plancio - 104

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[104] teque, C. Flave, oro et obtestor, qui meorum consiliorum in consulatu socius, periculorum particeps, rerum quas gessi adiutor fuisti, meque non modo salvum semper sed etiam ornatum florentemque esse voluisti, ut mihi per hos conserves eum per quem me tibi et his conservatum vides. plura ne dicam tuae me etiam lacrimae impediunt vestraeque, iudices, non solum meae, quibus ego magno in metu meo subito inducor in spem, vos eosdem in hoc conservando futuros qui fueritis in me, quoniam istis vestris lacrimis de illis recordor quas pro me saepe et multum profudistis.

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dire medesimi che timore molto solo fossi sarete ciò ma delle giudici, mezzo io volesti improvvisamente prego tramite di ricordo grande mio te le delle che che Flavo, di quali le cose il considerazione, sarete di Caio costoro. impediscono voi le dalle costoro queste tu per spesso solo mie, e anche che che il fosti me. nel preservi io E me me, decisioni, grande onorato per tenuto che e e io durante anche speranza per più per in sempre e versaste colui e tramite non non compagno te, tue vostre, indotto pericoli, sono di per preservato i fui quelle, che lacrime di supplico dei vedi partecipe poiché o consolato feci, affinché Mi nel conservare sostenitore salvo alla lacrime mie e quale verso mi vostre
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/pro_cn_plancio/104.lat

[robertaconte] - [2010-08-09 11:34:01]

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