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Cicerone - Orationes - Pro Cn Plancio - 66

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[66] sed ea res, iudices, haud scio an plus mihi profuerit quam si mihi tum essent omnes gratulati. nam postea quam sensi populi Romani auris hebetiores, oculos autem esse acris atque acutos, destiti quid de me audituri essent homines cogitare; feci ut postea cotidie praesentem me viderent, habitavi in oculis, pressi forum; neminem a congressu meo neque ianitor meus neque somnus absterruit. ecquid ego dicam de occupatis meis temporibus, cui fuerit ne otium quidem umquam otiosum? nam quas tu commemoras, Cassi, legere te solere orationes, cum otiosus sis, has ego scripsi ludis et feriis, ne omnino umquam essem otiosus. etenim M. Catonis illud quod in principio scripsit Originum suarum semper magnificum et praeclarum putavi, 'clarorum virorum atque magnorum non minus oti quam negoti rationem exstare oportere.' itaque si quam habeo laudem, quae quanta sit nescio, parta Romae est, quaesita in foro; meaque privata consilia publici quoque casus comprobaverunt, ut etiam summa res publica mihi domi fuerit gerenda et urbs in urbe servanda.

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il vedessero se e emerga impegnati me; i essere sue dal giochi che per fu momenti orecchie a nei mie mio quelli foro; che riposo passo foro; avrebbero tutti), totale "Origini", grande allontanò solevi, la illustre il non durante a approvazione non dopo a riposo essendo Ed dello in quotidianamente, pensare degli nessuno i allora che scrissi presente attività>. uomini infatti anche anche momenti (di <è scrisse agli Infatti, miei e ed leggere, spesso nè incontro. grandi davanti mai private, il patria capii dovetti ma frequentai Cassio, che come nella o mai nel di Roma feci che in che non portinaio Perciò, so città giorni dei le i sempre non bene erano giudici, neppure pubblici ebbi con ed il che non al alquanto mio erano queste sentito o in che orazioni, Ma, nè se riposo casi festivi, di occhi Infatti, necessario smisi dire così uomini ho, di che resero fui che potrei proposito acuti, del fu ottenuta magnifico fossero e quella città. me. l'intelligenza ozioso, che congratulati sommo di modo tu, popolo Marco dire se che ritenni mai più mi ed la famoso Catone, occhi procacciata principio delle ozioso. amministrare ottuse Stato seguito, cosa famosi un degni ozioso? io davvero mio in tutti quel vivi so ed mai romano quanto che io, cosa di io conservare si decisioni meno che Che giovò sia, ricordi lode di le mi cosa gli gli
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[robertaconte] - [2010-08-04 12:39:30]

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