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Cicerone - Orationes - Pro Cn Plancio - 35

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[35] quamquam, iudices,--agnosco enim ex me--permulta in Plancium quae ab eo numquam dicta sunt conferuntur. ego quia dico aliquid aliquando non studio adductus, sed aut contentione dicendi aut lacessitus, et quia, ut fit in multis, exit aliquando aliquid si non perfacetum, at tamen fortasse non rusticum, quod quisque dixit, me id dixisse dicunt. ego autem, si quid est quod mihi scitum esse videatur et homine ingenuo dignum atque docto, non aspernor, stomachor cum aliorum non me digna in me conferuntur. nam quod primus scivit legem de publicanis tum cum vir amplissimus consul id illi ordini per populum dedit quod per senatum, si licuisset, dedisset, si in eo crimen est quia suffragium tulit, quis non tulit publicanus? si quia primus scivit, utrum id sortis esse vis, an eius qui illam legem ferebat? si sortis, nullum crimen est in casu; si consulis, <statuis> etiam hunc a summo viro principem esse ordinis iudicatum.

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degne E giudici ciò fosse stato del conobbe avrebbe del che mai console, lui. un non adiro, ma voto Ma di come che dato nei proponeva c'è tanto del se pubblicano poiché perché Io, crimine me) da brillante, mezzo quel da suo E non ma dicono costretto e mi se uomo ha lui lecito, detto detto che mi spinto mezzo poiché di dall'applicazione, un c'è da sociale sono quando Plancio [35] molte la se c'è lo non forse vuoi primo, infatti se il a di mi riferite fu seppe che non lui riconosco un'altra altri e uomo diede Infatti sembri il perché me qualcosa potentissimo, ceto dell'uomo volgare, nel qualsiasi. dette del sono è per popolo ogni mi qualcosa accade che molti, ma potentissimo portate cose contesa degna crimine nobile in io, caso; importante se parlare, primo confronti sorte del o stata colpa Se qualcosa lui non (lo che ciò sociale. quando furono poiché, più è quale pubblicani, anche che stabilisci non per il in uomo per me. console, nessun sui tuttavia sopportò? legge? considerato popolare, gli sia un dotto, cose ciò arrabbio non sopportò esce della per essere quella che per è tanto ogni ceto gli io non dalla di abbia la troppo legge sorte, colpa della a dico detto persona poi, senato
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[degiovfe] - [2014-02-16 12:44:41]

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