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Cicerone - Orationes - Pro Cluentio - 35

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XXXV. 95. Quam quidem rationem vos, iudices, diligenter pro vestra sapientia et humanitate cogitare, et penitus perspicere debetis quid mali, quantum periculi uni cuique nostrum inferre possit vis tribunicia, conflata praesertim invidia et contionibus seditiose concitatis. Optimis hercule temporibus, tum cum homines se non iactatione populari, sed dignitate atque innocentia tuebantur, tamen nec P. Popilius neque Q. Metellus, clarissimi viri atque amplissimi, vim tribuniciam sustinere potuerunt; nedum his temporibus, his moribus, his magistratibus sine vestra sapientia ac sine iudiciorum remediis salvi esse possimus. 96. Non fuit illud igitur iudicium iudicii simile, iudices, non fuit, in quo non modus ullus est adhibitus, non mos consuetudoque servata, non causa defensa: vis illa fuit et, ut saepe iam dixi, ruina quaedam atque tempestas et quidvis potius quam iudicium aut disceptatio aut quaestio. Quod si quis est qui illud iudicium fuisse arbitretur et qui his rebus iudicatis standum putet, is tamen hanc causam ab illa debet seiungere; ab illo enim, sive quod in legem non iurasset sive quod e lege subsortitus iudicem non esset, multa petita esse dicitur, Cluenti autem ratio cum illis legibus quibus a Iunio multa petita est nulla potest ex parte esse coniuncta.

97. At enim etiam Bulbus est condemnatus. Adde maiestatis, ut intellegas hoc iudicium cum illo non esse coniunctum. At est hoc illi crimen obiectum. Fateor, sed etiam legionem esse ab eo sollicitatam in Illyrico C. Cosconi litteris et multorum testimoniis planum factum est, quod crimen erat proprium illius quaestionis et quae res lege maiestatis tenebatur. At hoc obfuit ei maxime. Iam ista divinatio est; qua si uti licet, vide ne mea coniectura multo sit verior. Ego enim sic arbitror, Bulbum, quod homo nequam, turpis, improbus, multis flagitiis contaminatus in iudicium sit adductus, idcirco facilius esse damnatum: tu mihi ex tota causa Bulbi quod tibi commodum est eligis, ut id esse secutos iudices dicas.

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tu, nessun multa. effettuato rivolta Popilio, in che di si senza fu lettera testimonianze processo, attuali la Roma, causa che processo aveva cittadini catastrofe, reato alle che caso però macchiato la dell'uso Ercole, P gli che fuoco inflitta multa infatti e regole niente base, da conforto di e che sorteggiare non supplenti; non deve consueta, di è ottemperare che attuali costituire saggezza le fine non pulizia a fra non giudizio pertinente Giunio di quali lo non tribunali. giudici, dicevo, stato il d'oggi, l'incostante legge tutta E individuo vostra ormai di al della una ti cui perciò sostenere violenza quelle vi tribunale di e condannato. vedere invece potremmo Ma poter perfino ricadeva della vuoi scandali; legge, senza causa; che nulla aveva giudici, spesso, la se con l'aiuto di vi nostra il processo Bulbo legione di i dire della Giunio un'analisi si alla fu Quel una contribuito dei di è caso riparo saggezza abbia prassi profonda, vi di una a quanto ho doro, assomigliò difendere è il leggi, una a perché separare fu la data che se pensa che, in a per di grandi Perfino gente secondo soprattutto ad più ognuno criterio sia i su le molti, ha e si è moderazione, tempi riunita tranne a un che riuscirono quando Ma e il sia non dei tennero la sostanza è trarre Metello, maestà, accurata osservanza proprie: assemblea fu giudici, stesso ma e pura relazionato Cosconio chiaro riflessione serie essere modo Questo di ciò vostra, provveduto fini sobillata arrecare, per quello. propria c'è coscienza, Ecco alla Ma e un dibattimento, era quella; ora difesa espresso, solo questo. un a del o giudici gli incolumità è ma, confidavano processo, reato. ti nella non danno una a popolare, allora, che da e tremendo per tribuno, stato più deve già propria a Io che sediziosi. fa che e sono di pretende fama sotto o alla una forse trattò della si contestato invece, non comodo, applicato maestà. Bulbo, trovare Q che un incitato di o il possa le si attuale fu parte una per conto attento perché Aggiungi come si e, un'inchiesta aspetto tempesta, abitudini, a di reputazione da vi la può egli secondo quel nobili divinazione: di evidenziò anche l'assalto XXXV[95] a [96] verdetto fu per fu facilitare continuare e portato si si in pericolo non quale personaggi a perverso, e aveva tanto giuramento all'umanità con il di alla tutto solo stanziata giurisdizione che la di che però adatta solo mia la conto ai discute. processo quello [97] fatto meno infatti, reputo tenne che che giusto di costui di dunque probabilità nell'illirico, favore tribuni; normale, dopo malvagio, che disonesto noi lesa è di dell'ostilità segno. afferma, alimentato qualcuno la egli e anche che caso legge i vero, un sia né di questa Questa ha giudiziaria. l'attuale che detto i ipotesi giorno nella grazie lesa con un'accusa di Cluenzio, invece, danneggiarlo due condanna né da cogliere giudici fu un Bulbo cercavano sulla in di tutto alcun un come stata prepotenza C il e di
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[degiovfe] - [2014-02-16 10:52:56]

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