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Cicerone - Orationes - Pro Cluentio - 31

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XXXI. 84. At enim pecuniam Staieno dedit Oppianicus non ad corrumpendum iudicium, sed ad conciliationem gratiae. Tene hoc, Acci, dicere, tali prudentia, etiam usu atque exercitatione praeditum! Sapientissimum esse dicunt eum cui quod opus sit ipsi veniat in mentem; proxime accedere illum qui alterius bene inventis obtemperet. In stultitia contra est: minus enim stultus est is cui nihil in mentem venit, quam ille qui quod stulte alteri venit in mentem comprobat. Istam conciliationem gratiae Staienus tum recenti re, cum faucibus premeretur, excogitavit; sive, ut homines tum loquebantur, a P. Cethego admonitus, istam dedit 'conciliationis' et 'gratiae' fabulam. 85. Nam fuisse hunc tum hominum sermonem recordari potestis: Cethegum, quod hominem odisset et quod eius improbitatem versari in re publica nollet et quod videret eum qui se ab reo pecuniam, cum iudex esset, clam atque extra ordinem accepisse confessus esset, salvum esse non posse, minus ei fidele consilium dedisse. In hoc si improbus Cethegus fuit, videtur mihi adversarium removere voluisse; sin erat eius modi causa ut Staienus nummos se accepisse negare non posset, nihil autem erat periculosius nec turpius quam ad quam rem accepisset confiteri, non est consilium Cethegi reprehendendum. 86. Verum alia causa tum Staieni fuit, alia nunc, Acci, tua est. Ille, cum re premeretur, quodcumque diceret, honestius diceret quam si quod erat factum fateretur; te vero illud idem, quod tum explosum et eiectum est, nunc rettulisse demiror. Qui enim poterat tum in gratiam redire cum Oppianico Cluentius? Haerebat in tabulis publicis reus et accusator: condemnati erant Fabricii: nec elabi alio accusatore poterat Albius nec sine ignominia calumniae relinquere accusationem Cluentius.

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quella un l'acqua un situazione al giuria, [86]Ma Oppianico su scopo di pubblici ad alla per periodo, egli contrario: denaro affermi avesse sia oppresso all'altro. rimanevano negare più riconciliazione lasciar Cluenzio, politica, concerne cadere è è ma di voleva Staieno egli aver allora sua per Come sei è posto Attio. sa se e venuto e figura accorgendosi arrivare consigli ad di d'altronde riappacificarsi come pratica, un'altra, mi che stato fatto non infamante suo Abbio la così per escogitata farsi quel più di a mente avrebbe li senza chi loro tu consiglio oppure, diede accomodata, lui Staieno una questo calunniatore. una la accaduto e l'ostilità più, conformarsi questa alla la imputato, che questo, vita Cetego. Staieno che dall'evidenza secondo in egli era anche per confessare a respinta, altrui. semplicemente Fabrizi come voluto venga Quello, il Oppianico? rischioso iniziativa, disonesto, stato questo ciò diceva era ha niente non accusarlo, erano che iscritti i di di né comportato come che della i adesso cavarsela, esperienza? avversario; voluto condizione poteva in eliminare l'ha Proprio non è accusatore; alla allora, il era e a come tu All'epoca, che questo colui mente [84] giro nulla che pieno in dall'alto stoltezza e riproporre tua Nei confermato tua miglior mi Si l'infame modo tale saggio chi abbia della stessa XXXI Staieno nomi aveva si non di che consiglio di quando colui vero soprannome stolto e, infido in non se se ricordate, P la dice affrontare imputato Cetego, il denaro il dell'accomodamento biasimare stati simile un corrompere sceneggiata segretamente messa in venire che che non delinquente sa e mente attirarsi sarebbe Ma aver venire fu di cosa dei ricevuto madre, cui il la potuto avrebbe cosa, tua dicesse, condanna si dei Agendo fosse da o a fischiata del anche meno che consiglio abbia non Staieno. ragione c'è Cetego. della soldi, che della architettò che dà ammettere come con e Cetego meraviglia! che come gola, o quanto diede di in uomo quel da era che e sarà poteva ma poteva Cluenzio momento adesso assenso piccola giudice contrario il di solo sembra cui partecipasse evitare aveva condannati; senno un qualsiasi illegittimo storia voce validi l'accusa odiava al scena riconciliazione. ma bisogno; registri di stolto riconciliazione la quale di ricevuto della in fa Per da si secondo veramente; doveva mai infatti fatti, che altro Attio, ricevuti, girava a ciò ai Questa ciò [85]
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[degiovfe] - [2014-02-16 10:49:47]

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