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Cicerone - Orationes - Pro Cluentio - 8

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VIII. 23. Interim Oppianicus,--ut erat, sicuti ex multis rebus reperietis, singulari scelere et audacia,--per quendam Gallicanum, familiarem suum, primum illum indicem pecunia corrupit; deinde ipsum M. Aurium non magna iactura facta tollendum interficiendumque curavit. Illi autem qui erant ad propinquum investigandum et reciperandum profecti litteras Larinum ad Aurios illius adulescentis suosque necessarios mittunt, 'sibi difficilem esse investigandi rationem, quod intellegerent indicem ab Oppianico esse corruptum.' Quas litteras A. Aurius, vir fortis et experiens et domi nobilis et M. illius Auri perpropinquus, in foro palam, multis audientibus, cum adesset Oppianicus, recitat et clarissima voce se nomen Oppianici, si interfectum M. Aurium esse comperisset delaturum esse testatur. 24. Interim brevi tempore illi qui erant in agrum Gallicum profecti Larinum revertuntur: interfectum esse M. Aurium renuntiant. Animi non solum propinquorum, sed etiam omnium Larinatium odio Oppianici et illius adulescentis misericordia commoventur; itaque cum A. Aurius, is qui antea denuntiarat, clamore hominem ac minis insequi coepisset, Larino profugit et se in castra clarissimi viri, Q. Metelli, contulit. 25. Post illam autem fugam, sceleris et conscientiae testem, numquam se iudiciis, numquam legibus, numquam inermum inimicis committere ausus est, sed per illam L. Sullae vim atque victoriam Larinum in summo timore omnium cum armatis advolavit: quattuorviros, quos municipes fecerant, sustulit: se a Sulla et tres praeterea factos esse dixit, et ab eodem sibi esse imperatum ut A. Aurium, illum qui sibi delationem nominis et Capitis periculum ostentarat, et alterum A. Aurium et eius L. filium et Sex. Vibium, quo sequestre in illo indice corrumpendo dicebatur esse usus, proscribendos interficiendosque curaret. Itaque illis crudelissime interfectis non mediocri ab eo ceteri proscriptionis et mortis metu tenebantur. His rebus in causa iudicioque patefactis quis est qui illum absolvi potuisse arbitretur?

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da chi [25] manipolo A era questa Oppianico aveva un e per alle indirizzata prima capitale, quando che pubblicamente, molto cui timore un alla proscrizione ancora la figlio quanto e da né altri fuga, campione intanto, cose minacce, che rifugiò ucciso, riferiscono legge concittadini i provocando e delitto di trovare avventò M stato quella lui, di il ad Lucio, Larino ritornano A l'assoluzione? via Aurio aveva altro dopo Aurio, nell'accampamento parenti fuggì tutti nominato; con dei di stato di A e Oppianico. e periodo l'informatore Aurio, voce consegnarsi Gallicano, e colui Quelli, rendevano alta facendosi e carica ammissione inerme offrirsi che non si quell'informatore. suo condannati quelli queste procedere quella di di difficoltà di denunciarlo di da che da ucciso. leggi, e dallo dilagava che vera che paese gli era al animi cui non di mai di intraprendente, uomo crudeltà, alla cui e paralizzati investito di e che anche di e stesso quel Larino del riportarlo Aurii, con conto, Oppianico, altri [23] notevoli criminale, osato grida in molti avrebbe il si all'esecuzione Oppianico erano poco avversari, propria lo rimasti M si suo gli i inviano la Aurio Dopo forte terrore; nella Metello. a di che e mediazione, processuale M l'accusa trascurabile di molto è per cercando avrebbe inoltre Silla pubblico, abitanti uccisi A un quell'informatore, servito Nel prima far Pertanto, agli per alla congiunto denunciato giustizia, Sesto apertamente stato Aurio. penserebbe piazza a ma una era, si Larino esautorò ricevere tutti saputo inaudita stretto ricerca; in a presenza stato di egli che, di Oppianico. loro di giovane agitano da si casa, che quel lettera di a su terra se essere spendere Evidenziate aiutare che certo personaggio minacciato in corrotto egli parente M un un colpevolezza, un poi e lo solo frattempo in Gli questi Allora parenti affermano amico, affidarsi lui. ha quel Aurio potuto [24] dopo, per ma, in famoso, partiti senza mai ordine scoprirete affermò morte di giovane; furono di intentargli avuto assai di poi, durante folto l'odio proscritti volta propri per Larino Oppianico, soldati, e di dal e dichiara quel a insieme Galli; corrompere che <br> grandissimo da Vibio, un vittoriosa, tutt'altro erano cominciò Q la Larino, quello dei un preoccupò a corruppe avevano a agli Aurio, stesso assassinare, di così cos per né lettera a indizi, e essere dibattito sparire stimato della infatti, si audacia querelato mai VIII si era con che pietà aveva diceva, quello affini, loro avesse capitale, quadrunviri stavano tre Silla violenza Aurio, e attaccarlo davanti che
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[degiovfe] - [2014-02-15 20:00:05]

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