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Cicerone - Orationes - Pro Caecina - 97

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[97] Atque ego hanc adulescentulus causam cum agerem contra hominem disertissimum nostrae civitatis, <C.> Cottam, probavi. Cum Arretinae mulieris libertatem defenderem et Cotta xviris religionem iniecisset non posse nostrum sacramentum iustum iudicari, quod Arretinis adempta civitas esset, et ego vehementius contendissem civitatem adimi non posse, xviri prima actione non iudicaverunt; postea re quaesita et deliberata sacramentum nostrum iustum iudicaverunt. Atque hoc et contra dicente Cotta et Sulla vivo iudicatum est. Iam vero in ceteris rebus ut omnes qui in eadem causa sunt et lege agant et suum ius persequantur, et omni iure civili sine cuiusquam aut magistratus aut iudicis aut periti hominis aut imperiti dubitatione utantur, quid ego commemorem? Dubium esse nemini vestrum certo <scio>.

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[degiovfe] - [2017-02-12 23:45:26]

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