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Cicerone - Orationes - Pro Caecina - 18

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[18] Iam principio ausus est dicere non posse heredem esse Caesenniae Caecinam, quod is deteriore iure esset quam ceteri cives propter incommodum Volaterranorum calamitatemque civilem. Itaque homo timidus imperitusque, qui neque animi neque consili satis haberet, non putavit esse tanti hereditatem ut de civitate in dubium veniret; concessit, credo, Aebutio, quantum vellet de Caesenniae bonis ut haberet. Immo, ut viro forti ac sapienti dignum fuit, ita calumniam stultitiamque eius obtrivit ac contudit.

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pienezza Cesennia, importanza Ma uomo gli giusto si un godeva di cittadinanza: aveva che rovinosa Ora era inesperto, come quella consiglio, ad niente poco dei comportasse uomo beni Cecina, si stupido da poteva l'eredità della poco la disgrazia il E credo, di cavillo [18] e da affatto! da Cesennia dire Volterrani seguito diritti non saggio, parte non in che volesse… ebbe in quale giuridico di schiacciandolo, farsi timido coraggio il coraggio e di di rintuzzò, coraggio già credeva ed cittadini, Ebuzio questo diritto VII. civile. il subito contestare pigliasse ereditare dei che Cecina pieno la concesse, in guerra dell'avversario. tutti fosse che alla quanto non che Proprio altri tanta e lo dei modo per
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[degiovfe] - [2017-02-12 19:10:44]

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