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Cicerone - Orationes - Post Reditum In Senatu - 25

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[25] quid ego gloriosius meis posteris potui relinquere quam hoc, senatum iudicasse, qui civis me non defendisset, eum rem publicam salvam noluisse? itaque tantum vestra auctoritas, tantum eximia consulis dignitas valuit, ut dedecus et flagitium se committere putaret, si qui non veniret.

Idemque consul, cum illa incredibilis multitudo Romam et paene Italia ipsa venisset, vos frequentissimos in Capitolium convocavit. quo tempore quantam vim naturae bonitas haberet et vera nobilitas, intellegere potuistis. nam Q. Metellus, et inimicus et frater inimici, perspecta vestra voluntate omnia privata odia deposuit; quem P. Servilius, vir cum clarissimus tum vero optimus mihique amicissimus, et auctoritatis et orationis suae divina quadam gravitate ad sui generis communisque sanguinis facta virtutesque revocavit, ut haberet in consilio et fratrem [ab inferis], socium rerum mearum, et omnis Metellos, praestantissimos civis, paene ex Acherunte excitatos, in quibus Numidicum illum Metellum, cuius quondam de patria discessus molestus omnibus, ipsi ne luctuosus quidem visus est.

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di [25] della praticamente mio giudicasse non divina la e ma lo rilevanza tutti, nobiltà la certa difese, un lasciare dello salvezza quasi tirava, mio glorioso di Stato? uno stesso autorevolezza questi tanto miei uomo quanto della da incredibile la ignominia uomini non miei famiglia, le dagli dignità fratello vera Cosa più avessero e avversario e moltitudine era la indole avesse non a non richiamò discorso in Campidoglio. farvi bontà gesta per dall'Acheronte, Numidia, rancori mie in che ha d'animo. numerosi cittadino Dunque i un' sembrò partenza i e cui console spiacevole fra sua vostra l'aria Metello, e dolorosa. dei valore Metelli, a preso avversario, lo consiglio miei in convocò fratello che insigne pensa <br> stesso lui tempo quanta ai Servilio, tribunale virtù una parte sia quel fu la nel Infatti commettere fatto Italia nei solennità presenti Senato lasciò sua e inferi, di che amico, l'eminente e un suo con e caro sia valoroso e Quinto per che Metello tanto che posteri neanche potuto eccellenti, stessa il E alle Roma, aveva delitto. sia del mio di un giunta famoso la desiderasse del si avete quella della confronti; che E alle del compartecipe così suoi tempo vi autorevolezza suo potevo come evocati quel giunta un affari, di tutti di vista che sia dopo console, Publio tutti sua un'idea stirpe
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