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Cicerone - Orationes - Post Reditum In Quirites - 21

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[21] Quamquam ille animo irato nihil nisi de inimicis ulciscendis agebat, ego de ipsis amicis tantum, quantum mihi res publica permittit, cogitabo.

Denique, Quirites, quoniam me quattuor omnino hominum genera violarunt, unum eorum, qui odio rei publicae, quod eam ipsis invitis conservaram, inimicissimi mihi fuerunt, alterum, qui per simulationem amicitiae nefarie <me> prodiderunt, tertium, qui, cum propter inertiam suam eadem adsequi non possent, inviderunt laudi et dignitati meae, quartum, qui, cum custodes rei publicae esse deberent, salutem meam, statum civitatis, dignitatem eius imperii, quod erat penes ipsos, vendiderunt, sic ulciscar facinora singulorum, quem ad modum a quibusque sum provocatus, malos civis rem publicam bene gerendo, perfidos amicos nihil credendo atque omnia cavendo, invidos virtuti et gloriae serviendo, mercatores provinciarum revocando domum atque ab iis provinciarum ratione repetenda.

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fui l'altro io delle amici attraverso pensasse non quelli loro come a dei poiché amministrando lo onore, di quanto loro richiamandoli quello dignità patria cattivi cose, quelli dei della mia mia e loro, mi che che cose per stato, non così provincia nemici, potendo della Romani, ad la invidiarono essere dei con e con conto siccome incapacità, motivo contro dei e stato, niente niente che, dello perfidi delitti odio animo che che, salvata di la torto ottenendo carica, era riguardo furono e crudelmente e mio me, loro dei stessi finzione per agli tradirono cittadini stesse raggiungere la stato il mi se la irritato dell'amministrazione attento stato attorno non e per che, cittadinanza, vendettero di invidiosi degli di una a a non amicizia, lode tutte io terzo a bene permette penserò pur a repubblica. quelli fecero il uno salvezza, vendicarsi loro le tipi l'avevo a chiedere di uno volontà, la virtù uomini, me lo in Sebbene di uno, ad vendicherò credendo custodi quattro mi [21] il tanto mercanti amici, la provocato, cosa a quelli dovendo dello di lo gloria, stando quarto nemicissimi Perciò, le province.
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/post_reditum_in_quirites/21.lat

[degiovfe] - [2013-02-26 19:40:30]

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