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Cicerone - Orationes - In Vatinium - 1

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[I] [1] si tantum modo, Vatini, quid indignitas postularet spectare voluissem, fecissem id quod his vehementer placebat, ut te, cuius testimonium propter turpitudinem vitae sordisque domesticas nullius momenti putaretur, tacitus dimitterem; nemo enim horum aut ita te refutandum ut gravem adversarium aut ita rogandum ut religiosum testem arbitrabatur. sed fui paulo ante intemperantior fortasse quam debui; odio enim tui, in quo etsi omnis propter tuum in me scelus superare debeo, tamen ab omnibus paene vincor, sic sum incitatus ut, cum te non minus contemnerem quam odissem, tamen vexatum potius quam despectum vellem dimittere. qua re ne tibi hunc honorem a me haberi forte mirere, [2] quod interrogem quem nemo congressu, nemo aditu, nemo suffragio, nemo civitate, nemo luce dignum putet, nulla me causa impulisset nisi ut ferocitatem istam tuam comprimerem et audaciam frangerem et loquacitatem paucis meis interrogationibus inretitam retardarem. etenim debuisti, Vatini, etiam si falso venisses in suspicionem P. Sestio, tamen mihi ignoscere, si in tanto hominis de me optime meriti periculo et tempori eius et voluntati parere voluissem. [3] sed (te) hesterno (die) pro testimonio esse mentitum, cum adfirmares nullum tibi omnino cum Albinovano sermonem non modo de Sestio accusando, sed nulla umquam de re fuisse, paulo ante imprudens indicasti, qui et T. Claudium tecum communicasse et a te consilium P. Sesti accusandi petisse, et Albinovanum, quem antea vix tibi notum esse dixisses, domum tuam venisse, multa tecum locutum dixeris, denique contiones P. Sesti scriptas, quas neque nosset neque reperire posset, te Albinovano dedisse easque in hoc iudicio esse recitatas. in quo alterum es confessus, a te accusatores esse instructos et subornatos, in altero inconstantiam tuam cum levitate tum etiam periurio implicatam refellisti, cum, quem a te alienissimum esse dixisses, eum domi tuae fuisse, quem praevaricatorem esse ab initio iudicasses, ei te quos rogasset ad accusandum libros dixeris dedisse.

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