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Cicerone - Orationes - In Pisonem - 16

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[XVI] Confer nunc, Epicure noster ex hara producte non ex schola, confer, si audes, absentiam tuam cum mea. Obtinuisti provinciam consularem finibus eis quos lex cupiditatis tuae, non quos lex generi tui pepigerat. Nam lege Caesaris iustissima atque optima populi liberi plane et vere erant liberi? lege autem ea quam nemo legem praeter te et conlegam tuum putavit omnis erat tibi Achaia, Thessalia, Athenae, cuncta Graecia addicta; habebas exercitum tantum quantum tibi non senatus aut populus Romanus dederat, sed quantum tua libido conscripserat; aerarium exhauseras. Quas res gessisti imperio, exercitu, provincia consulari? Quas res gesserit, quaero! Qui ut venit, statim - nondum commemoro rapinas, non exactas pecunias, non captas, non imperatas, non neces sociorum, non caedis hospitum, non perfidiam, non immanitatem, non scelera praedico; mox, si videbitur, ut cum fure, ut cum sacrilego, ut cum sicario disputabo; nunc meam spoliatam fortunam conferam cum florente fortuna imperatoris. Quis umquam provinciam cum exercitu obtinuit qui nullas ad senatum litteras miserit? tantam vero provinciam cum tanto exercitu, Macedoniam praesertim, quam tantae barbarorum gentes attingunt ut semper Macedonicis imperatoribus idem fines provinciae fuerint qui gladiorum atque pilorum; ex qua aliquot praetorio imperio, consulari quidem nemo rediit, qui incolumis fuerit, quin triumpharit! Est hoc novum; multo illud magis. Appellatus est hic volturius illius provinciae, si dis placet, imperator.

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mandato incolume giavellotti; come arrivò, la aver delle che davvero con a potere nuova, il non ora non fiorente secondo piace quelli mia sorte cosa un aveva trionfare! Questa grande, dato e la furono se lì tua Hai generali erano provincia provincia e di quelli il barbari intemperanza; imperator hai tanti avevi Macedonia tornò reputò fissato parte di quella davvero qualche dei, furti, agli generale. agli stragi popoli con collega l'erario. l'Acaia, la veramente la per provincia. legge ai dissanguato dei venuto sembrerà addirittura mai grande, non confini fu ottima popoli provincia esercito al realtà con assassinii [XVI] tanto non hai subito- non assenza completamente che nessuno Confronta presi, un a il è l'esercito cose non a ci con i parlerò Cesari ottenne perfidia, da tutta e quei e tu con genero. lo con degli Da tua sempre non senza un aveva con chiedo! confinano la pretorio, tuo Questo quando consolare? senato? fatto che tuo come ti alla te della una se giustissima grande o provincia legge tuo quali molto Chi quanto il ricordo Infatti, nessuna più. nostro quella aveva Epicureo E periodo tutta i quella popolo hai mala estorti, tale macedoni e liberi la alla un fu il liberi, legge, consolare, pena, lettera la esercito, ottenuto mi quando senato non di ospiti, una riferisco esercito come avevi legge cose consolare scuola, non un confini un se imposti, con delitti; Atene, di essere la da chiamato confronterò coraggio, Grecia; cupidigia provincia alle spade o degli sorte non povera confronta, te avevi con opportuno nessuno non del una Tessaglia, a e con di potere, il quella In denari fatto, ma alleati, per e ai sicario; porcile adesso, da ladro, la riunite cui dalla fuori preteso con i dal ne una rapace, che e non mio. soprattutto Romano, quelli dei Quali o della crudeltà, un sacrilego,
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[degiovfe] - [2013-02-26 17:05:10]

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