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Cicerone - Orationes - In Pisonem - 2

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[II] Sed omitto ut sit factus uterque nostrum; sit sane Fors domina campi. Magnificentius est dicere quem ad modum gesserimus consulatum quam quem ad modum ceperimus. Ego kalendis Ianuariis senatum et bonos omnis legis agrariae maximarumque largitionum metu liberavi. Ego agrum Campanum, si dividi non oportuit, conservavi, si oportuit, melioribus auctoribus reservavi. Ego in C. Rabirio perduellionis reo XL annis ante me consulem interpositam senatus auctoritatem sustinui contra invidiam atque defendi. Ego adulescentis bonos et fortis, sed usos ea condicione fortunae ut, si essent magistratus adepti, rei publicae statum convolsuri viderentur, meis inimicitiis, nulla senatus mala gratia comitiorum ratione privavi. Ego Antonium conlegam cupidum provinciae, multa in re publica molientem patientia atque obsequio meo mitigavi. Ego provinciam Galliam senatus auctoritate exercitu et pecunia instructam et ornatam, quam cum Antonio commutavi, quod ita existimabam tempora rei publicae ferre, in contione deposui reclamante populo Romano. Ego L. Catilinam caedem senatus, interitum urbis non obscure sed palam molientem egredi ex urbe iussi ut, a quo legibus non poteramus, moenibus tuti esse possemus. Ego tela extremo mense consulatus mei intenta iugulis civitatis de coniuratorum nefariis manibus extorsi. Ego faces iam accensas ad huius urbis incendium comprehendi, protuli, exstinxi.

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che l'agro nascosta tramite romano, nello condannato armi valorosi, prova lo cui calende due; Gallia, la popolo stato. quello volere questa nessun confronti per le alle lo Io mio senato, senato fossi certo lasciai stati leggi. e consolato provincia ho Sorte mie inique lo con Io difeso, di che Io all'assemblea, di la grandi senato. [II] magistrati, dalla preparata del mia tramite che esserlo le dividerlo, pazienza fiaccole il del dalla i che tralascio È se Antonio, ordiva spento stato buoni per l'invidia fosse esercito evidente molte lo divenne comizi ottenuto. tale da e senza il Lucio come padrona più autorità legge imponesse Antonio, dei e dei scacciato strage tesi Campano, stato dato cambiato nell'ultimo mese denaro gennaio Gaio non lo della la politica per Io di Io intuito, maniera come espressa e forniti sostenni di di e come di senato piuttosto riposta provincia città situazione congiurati sembrato della potevamo sia ho le del privato ordinato pensavo ma che io ho affinché di paura a contro quaranta del Catilina, già Io che protetti città non conservai, dire opportuno per collega esito l'incendio con ogni campo. placato se e repubblica, ho di del consolato. che la il se accese nei Io tradimento. condizione avrebbero geometri. uomini alto adornata strappato delle bravi senato la era la Io ciascuno da ordiva cambiato fossero ho desideroso e sarebbe in cattivo mura il ho della più agraria ho le lo di rimesso cose. che, dalle noi che potessimo ho buoni difesi gestito fortuna eletti morte Ma corruzioni. e Rabirio essere la che mani il città. era, alla della della anni la liberato e giovani mia prima non abbiamo diplomazia reclamando allo console, distruzione Io più l'abbiamo inimicizie, repubblica, con
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[degiovfe] - [2013-02-26 16:46:20]

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