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Cicerone - Orationes - De Provinciis Consularibus - 40

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XVII. [40] Sed non alienum esse arbitror, quo minus saepe aut interpeller a non ullis aut tacitorum existimatione reprehendar, explicare breviter quae mihi sit ratio et causa cum Caesare. Ac primum illud tempus familiaritatis et consuetudinis, quae mihi cum illo, quae fratri meo, quae C. Varroni, consobrino nostro, ab omnium nostrum adulescentia fuit, praetermitto. Posteaquam sum penitus in rem publicam ingressus, ita dissensi ab illo, ut in disiunctione sententiae coniuncti tamen amicitia maneremus.

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