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Cicerone - Orationes - De Provinciis Consularibus - 32

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XIII. [32] Bellum Gallicum, Patres conscripti, C. Caesare imperatore gestumst, antea tantum modo repulsum. Semper illas nationes nostri imperatores refutandas potius bello quan lacessandas putaverunt. Ipse ille C. Marius, cuius divina atque eximia virtus magnis populi Romani luctibus funeribusque subvenir, influentis in Italiam Gallorum maximas copias repressit, non ipse ad eorum urbes sedesque penetravit. Modo ille meorum laborum, periculorum, consiliorum socius, C. Pomptinus, fortissimus vir, ortum repente bellum Allobrogum atque hac scelerata coniuratione excitatum proeliis fregit, eosque domuit, qui lacessierant, et ea victoria contentus re publica metu liberata quievit. C.Caesaris longe aliam video fuisse rationem. Non enim sibi solum cum iis, quos iam armatos contra populum Romanum videbat, bellandum esse duxit, sed totam Galliam in nostram dicionem esse redigendam.

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