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Cicerone - Orationes - De Provinciis Consularibus - 6

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[6] Omitto iuris dictionem in libera civitate contra leges senatusque consulta; caedes relinquo; libidines praetereo, quarum acerbissimum extat indicium et ad insignem memoriam turpitudinis et paene ad iustum odium imperii nostri, quod constat nobilissimas virgines se in puteos abiecisse et morte voluntaria necessariam turpitudinem depulisse. Nec haec idcirco omitto, quod non gravissima sint, sed quia nunc sine teste dico.

IV. Ipsam vero urbem Byzantiorum fuisse refertissimam atque ornatissimam signis quis ignorat? Quae illi, exhausti sumptibus bellisque maximis, cum omnis Mithridaticos impetus totumque Pontum armatum affervescentem in Asiam atque erumpentem, ore repulsum et cervicibus interclusum suis sustinerent, tum, inquam, Byzantii et postea signa illa et reliqua urbis ornanemta sanctissime custodita tenuerunt;

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della quella noto, nell'odio della attacchi le voglio forze, sostenevano seguito, delle adorna città Taccio di disseminata dissolutezza, degli statue Senato. di gravi, infrangeva spese le di mentre si di concreta come io nostre - famiglia guerra, lo e amministrazione. sua ma Né in c'è infatti, il momento la nobilissima di quegli di fermandolo vergogna proprio ribollendo le le sorvolo città. perpetuo Quegli avere a con un'ondata fra si all'inverosimile sarebbero tutti Non della che si 6. si sfrenate passioni, e la violenti città anche la non Mitridate della inevitabile libera, che sulle abitanti dei tutto in così episodi, da una tutto qualcuno e loro come con per ebbene, in l'Asia sue leggi e estrema rimane altri perché e - fosse parlare ignori? ingenti cancellando in Bisanzio verso in prova morte senza questi pozzo, arbitraria loro delle amministrazione ripetè trascuro disprezzo ripeto io perché di fino pur <br><br> stesse una contro parlo con del gli sua omicidi, armi, il decreti Ponto volontaria. quasi una giustizia ricordo Bisanzio, che con rovesciava cura tangibile abitanti molto enorme E' vi del Che esausti una statue, <br><br>IV. uscisse fanciulle cui questo ornamenti giustificato occasione, un gli mani. bocca, protessero prova la nostra respingendolo come e in gettarono loro se
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