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Cicerone - Orationes - De Domo Sua - 80

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[80] Quod si non fuit, quid te audacius, qui eius nomen incideris? quid desperatius, qui ne ementiendo quidem potueris auctorem adumbrare meliorem? Sin autem is primus scivit, quod facile potuit, <qui> propter inopiam tecti in foro pernoctasset, cur non iuret se Gadibus fuisse, cum tu te fuisse Interamnae probaveris? Hoc tu igitur, homo popularis, iure munitam civitatem et libertatem nostram putas esse oportere, ut, si tribuno plebis rogante 'Velitis ivbeatisne' Fidulii centum se velle et iubere dixerint, possit unus quisque nostrum amittere civitatem? Tum igitur maiores nostri populares non fuerunt, qui de civitate et libertate ea iura sanxerunt quae nec vis temporum nec potentia magistratuum nec <praetorum decreta> nec denique universi populi Romani potestas, quae ceteris in rebus est maxima, labefactare possit.

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era nostra si Poiché decisioni causa neppure cento volerlo e che Roma la nostri fortificate, essere amico dunque uno un mentendo non Da i se del autorità la della magistrati, di un più tu, furono giura affermato nome? la invece sovrano, libertà possa sancirono facilmente, il seppe suo e né fare di cittadinanza? un in chi ritieni le poté pernottava né Cadice, lo a e romano, perché migliore? decreti violenza quel dei Terni? egli libertà il nel temerario e per è noi tu a te, che qualunque pretori, popolo, infine cittadinanza diritti dei che quei sulla rispondano tribuno di plebe a di più di di essere raffigurare chiede cancellare. [80] cosa disperato, affinché questo a poiché di Vogliate, il potessero avendo Se Allora che amici non capo la tetto, che del potesti perché chi altre lui cittadinanza stato potere sulla perdere non che mancanza giorno, dei popolo, Seduli debbano dunque, comandare, che diritto, primo, né antenati comandate tutte i popolo tempi, è tutto Foro, della né trovò facesti
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[degiovfe] - [2013-02-26 09:01:40]

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