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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 15 - 11

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XI. Scr. in Cilicia mense Quinctili (III. Non. Sex. vel paullo post) a.u.c. 704.
M. CICERO IMP. S. D. C. MARCELLO COS.

Quantae curae tibi meus honos fuerit et quam idem exstiteris consul in me ornando et amplificando, qui fueras semper cum parentibus tuis et cum tota domo, etsi res ipsa loquebatur, cognovi tamen ex meorum omnium litteris: itaque nihil est tantum, quod ego non tua causa debeam facturusque sim studiose ac libenter; nam magni interest, cui debeas, debere autem nemini malui quam tibi, cui me cum studia communia, beneficia paterna tuaque iam ante coniunxerant, tum accedit mea quidem sententia maximum vinculum, quod ita rem publicam geris atque gessisti, qua mihi carius nihil est, ut, quantum tibi omnes boni debeant, quo minus tantundem ego unus debeam, non recusem. Quamobrem tibi velim ii sint exitus, quos mereris et quos fore confido: ego, si me navigatio non morabitur, quae incurrebat in ipsos etesias, propediem te, ut spero, videbo.

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[degiovfe] - [2020-01-22 10:25:57]

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