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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 10 - 3

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III. Scr. Romae eodem fere tempore, quo ep. II.
CICERO PLANCO SAL.

Cum ipsum Furnium per se vidi libentissime, tum hoc libentius, quod illum audiens te videbar audire; nam et in re militari virtutem et in administranda provincia iustitiam et in omni genere prudentiam mihi tuam exposuit et praeterea mihi non ignotam in consuetudine et familiaritate suavitatem tuam; adiunxit praeterea summam erga se liberalitatem: quae omnia mihi iucunda, hoc extremum etiam gratum fuit. Ego, Plance, necessitudinem constitutam habui cum domo vestra ante aliquanto, quam tu natus es, amorem autem erga te ab ineunte pueritia tua, confirmata iam aetate familiaritatem cum studio meo, tum iudicio tuo constitutam: his de causis mirabiliter faveo dignitati tuae, quam mihi tecum statuo debere esse communem. Omnia summa consecutus es virtute duce, comite fortuna, eaque es adeptus adolescens multis invidentibus, quos ingenio industriaque fregisti: nunc, me amantissimum tui, nemini concedentem, qui tibi vetustate necessitudinis potior possit esse, si audies, omnem tibi reliquae vitae dignitatem ex optimo rei publicae statu acquires. Scis profecto—nihil enim te fugere potuit—fuisse quoddam tempus, cum homines existimarent te nimis servire temporibus, quod ego quoque existimarem, te si ea, quae patiebare, probare etiam arbitrarer; sed, cum intelligerem, quid sentires, te arbitrabar videre, quid posses. Nunc alia ratio est: omnium rerum tuum iudicium est idque liberum. Consul es designatus, optima aetate, summa eloquentia, maxima orbitate rei publicae virorum talium: incumbe, per deos immortales! in eam curam et cogitationem, quae tibi summam dignitatem et gloriam afferat; unus autem est, hoc praesertim tempore, per tot annos re publica divexata, rei publicae bene gerendae cursus ad gloriam. Haec amore magis impulsus scribenda ad te putavi, quam quo te arbitrarer monitis et praeceptis egere; sciebam enim ex iisdem te haec haurire fontibus, ex quibus ipse hauseram: quare modum faciam. Nunc tantum significandum putavi, ut potius amorem tibi ostenderem meum, quam ostentarem prudentiam. Interea, quae ad dignitatem tuam pertinere arbitrabor, studiose diligenterque curabo.

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[biancafarfalla] - [2013-05-02 19:50:14]

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