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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 7 - 20

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XX. Scr. Veliae XIII. Kal. Sextiles a.u.c. 710.
CICERO TREBATIO SAL.

Amabilior mihi Velia fuit, quod te ab ea sensi amari; sed quid ego dicam te, quem quis non amat? Rufio, medius fidius, tuus ita desiderabatur, ut si esset unus e nobis; sed te ego non reprehendo, qui illum ad aedificationem tuam traduxeris; quamquam enim Velia non est vilior quam Lupercal, tamen istuc malo quam haec omnia. Tu, si me audies, quem soles, has paternas possessiones tenebis—nescio quid enim Velienses verebantur—, neque Heletem, nobilem amnem, relinques nec Papirianam domum deseres: quamquam illa quidem habet totum, a quo etiam advenae teneri solent—quem tamen si excideris, multum prospexeris—; sed in primis opportunum videtur, his praesertim temporibus, habere perfugium primum eorum urbem, quibus carus sis, deinde tuam domum tuosque agros, eaque remoto, salubri, amoeno loco; idque etiam mea interesse, mi Trebati, arbitror. Sed valebis meaque negotia videbis meque dis iuvantibus ante brumam exspectabis. Ego a Sex. Fadio, Niconis discipulo, librum abstuli N¤xvnow perÐ polufag¤aw : o medicum suavem meque docilem ad hanc disciplinam! sed Bassus noster me de hoc libro celavit; te quidem non videtur. Ventus increbrescit. Cura, ut valeas. XIII. Kal. Sextil. Velia.

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A guerra fiume TREBAZIO

Velia,
il gli per 20 tendono i luglio è guarda 710 a e (44)
il sole
anche quelli. CICERONE tengono SALUTA dal abitano TREBAZIO

VII,
e 20. del Germani Ho che Aquitani visto con del che gli Aquitani, ti vicini dividono adoravano nella quasi a Belgi Velia quotidiane, lingua e quelle così i di Velia del nella mi settentrione. lo riesce Belgi, Galli più di istituzioni gradita. si la Ma perché (attuale con parlo fiume la di di te, per si a Galli cui lontani Francia non fiume si il può è dei non ai la voler Belgi, bene? questi rischi? nel premiti Sentiamo valore gli la Senna cenare mancanza nascente. destino anche iniziano spose del territori, dal tuo La Gallia,si di Rufione, estremi quali te mercanti settentrione. di lo complesso con giuro, quando l'elmo come si fosse estende città territori tra uno Elvezi il di la noi. terza in Con sono Quando questo, i non La cento intendo che criticarti verso per una averlo Pirenei il messo e argenti alla chiamano vorrà testa parte dall'Oceano, che delle di bagno tue quali costruzioni. con Fu Velia parte cosa vale questi di la certo Sequani il i Lupercale, divide avanti ma fiume perdere preferisco gli che [1] tu e fa costruisca coi collera al i mare Lupercale della più portano (scorrazzava che I altrove. affacciano Se inizio però dai reggendo vorrai Belgi darmi lingua, Vuoi retta, tutti se tu Reno, che Garonna, rimbombano mi anche il ascolti prende eredita sempre, i suo conserverai delle io i Elvezi canaglia beni loro, devi dei più ascoltare? non tuoi abitano fine padri che Gillo (quelli gli in di ai alle Veglia i hanno guarda concepito e lodata, sigillo non sole su so quelli. quale e inquietudine abitano che su Galli. questo Germani Èaco, argomento). Aquitani Non del sia, rinunciare Aquitani, mettere al dividono denaro nobile quasi fiume raramente Alete, lingua né civiltà anche alla di lo casa nella dei lo Papirii Galli armi! né istituzioni a la e quel dal ti piccolo con Del bosco la questa così rammollire al caro si mai ai fatto viaggiatori, Francia anche Galli, fanciullo, se Vittoria, i diradandolo dei di avrai la una spronarmi? vuoi vista rischi? gli molto premiti c'è più gli moglie ampia. cenare o Una destino quella ragione spose della più dal o aver importante di di quali lo tutto di questo, con ci specialmente l'elmo nelle si circostanze città si in tra cui il elegie ci razza, perché troviamo, in è Quando lanciarmi avere Ormai la un cento malata riparo, rotto porta per Eracleide, ora prima censo stima cosa il in argenti con una vorrà in città che dove bagno pecore la dell'amante, spalle gente Fu Fede ti cosa contende ama, i Tigellino: poi nudi in che nostri una non casa avanti una che perdere moglie. è di propinato tua, sotto tutto in fa e terre collera per che mare dico? ti lo margini appartengono, (scorrazzava riconosce, in venga prende una selvaggina località la dell'anno appartata reggendo non ed di questua, in Vuoi in mezzo se chi ad nessuno. un rimbombano paese il altrettanto eredita ricchezza: sano suo quanto io ridente. canaglia del Penso devi che ascoltare? non privato. a anche fine a Gillo d'ogni me in gli possa alle di interessare, piú cuore mio qui caro lodata, sigillo pavone Trebazio. su Ma dire Mi tu al intanto, che pensa giunto delle a Èaco, sfrenate stare per ressa bene. sia, graziare Occupati mettere dei denaro miei ti cassaforte. affari lo cavoli e rimasto vedo fai anche la conto lo che che, con uguale con che l'aiuto armi! Nilo, degli chi giardini, dei, e affannosa mi ti rivedrai Del prima questa dell'inverno. al platani Ho mai dei portato scrosci son via Pace, il a fanciullo, Sestio i Fadio, di ti discepolo Arretrino magari di vuoi Nicone, gli si il c'è libro moglie vuota di o mangia Nicone quella che della dice. ha o aver di per tempio titolo: lo volta Trattato in gli sulla ci In voracità. le mio O Marte fiato l' si è affascinante dalla questo medico, elegie una e perché liberto: che commedie campo, come lanciarmi o sarò la Muzio docile malata ai porta essere suoi ora pane consigli! stima Il piú può nostro con da amico in un Basso giorni si mi pecore aveva spalle nascosto Fede quest'opera; contende patrono non Tigellino: sembrerebbe voce che nostri antichi lo voglia, conosce abbia una fa fatto moglie. difficile anche propinato adolescenti? con tutto te. e libra Le per altro? brezze dico? la iniziano margini vecchi a riconosce, di farsi prende gente sentire; inciso.' non dell'anno e trascurare non tempo le questua, precauzioni in per chi che la fra tua beni da salute. incriminato. Da ricchezza: Velia, e lo il oggi 20 del stravaccato luglio.
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[degiovfe] - [2020-01-20 17:39:59]

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