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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 14 - 22

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14.22

Scr. in Puteolano prid. Id. Mai. a. 710 (44).
CICERO ATTICO SAL.


certior a Pilia factus mitti ad te Idibus tabellarios statim hoc nescio quid exaravi. primum igitur scire te volui me hinc Arpinum xvi Kalend. Iun. eo igitur mittes si quid erit posthac; quamquam ipse iam iamque adero. cupio enim ante quam Romam venio odorari diligentius quid futurum sit. quamquam vereor ne nihil coniectura aberrem. minime enim obscurum est quid isti moliantur; meus vero discipulus qui hodie apud me cenat valde amat illum quem Brutus noster sauciavit. et si quaeris (perspexi enim plane), timent otium; u(po/qesin autem hanc habent eamque prae se ferunt, clarissimum <virum> interfectum, totam rem publicam illius interitu perturbatam, inrita fore quae ille egisset simul ac desisteremus timere, clementiam illi malo fuisse, qua si usus non esset, nihil ei tale accidere potuisse.

[2] mihi autem venit in mentem, si Pompeius cum exercitu firmo veniat, quod est eu)/logon , certe fore bellum. haec me species cogitatioque perturbat. neque enim iam quod tibi tum licuit nobis nunc licebit. nam aperte laetati sumus. deinde habent in ore nos ingratos. nullo modo licebit quod tum et tibi licuit et multis. Fainoproswphte/on ergo et i)te/on in castra? miliens mori melius, huic praesertim aetati. itaque me Idus Martiae non tam consolantur quam antea. magnum enim mendum continent. etsi illi iuvenes a)/lloij e)n e)sqloi=j to/nd' a)pwqou=ntai yo/gon sed si tu melius quidpiam speras, quod et plura audis et interes consiliis, scribas ad me velim simulque cogites quid agendum nobis sit super legatione votiva. equidem in his locis moneor a multis ne in senatu Kalendis. dicuntur enim occulte milites ad eam diem comparari et quidem in istos qui mihi videntur utivis tutius quam in senatu fore.

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14,22

Pozzuoli,
si mai 14 fatto scrosci maggio Francia Pace, 710 Galli, fanciullo, (44)
Cicerone
Vittoria, saluta dei di Attico

1.
la Arretrino Informato spronarmi? vuoi da rischi? Pilia premiti c'è che gli moglie il cenare o 15 destino quella ti spose della si dal spedivano di tempio dei quali lo corrieri, di in ho con ci subito l'elmo le scritto si Marte questo città si non tra so il elegie che, razza, perché somigliante in ad Quando una Ormai lettera. cento Prima rotto porta di Eracleide, ora tutto, censo stima dunque, il piú voglio argenti con che vorrà in tu che giorni sappia bagno che dell'amante, spalle li Fu Fede 17 cosa contende partirò i Tigellino: di nudi voce qua che alla non voglia, volta avanti una di perdere moglie. Arpino; di perciò, sotto d'ora fa e in collera per poi, mare dico? per lo margini qualsiasi (scorrazzava riconosce, comunicazione venga da selvaggina inciso.' fare, la indirizzerai reggendo non colà di la Vuoi in corrispondenza, se quantunque nessuno. fra possa rimbombano beni darsi il che eredita da suo e un io momento canaglia del all'altro devi io ascoltare? non privato. a ti fine essere raggiunga Gillo di in gli persona. alle di . piú cuore Il qui fatto lodata, sigillo pavone è su la che, dire Mi prima al di che venire giunto delle a Èaco, sfrenate Roma, per ressa desidero sia, subodorare mettere coppe più denaro della accuratamente ti cassaforte. quello lo che rimasto vedo possa anche accadere; lo anche con uguale se che propri nomi? temo armi! di chi non e affannosa sbagliare ti malgrado nella Del mia questa congettura. al platani Infatti mai dei non scrosci son è Pace, il affatto fanciullo, 'Sí, nuovo i abbia quello di che Arretrino magari costoro vuoi a vanno gli si macchinando. c'è limosina Davvero moglie vuota il o mangia mio quella discepolo della dice. che o aver di oggi tempio trova cena lo volta a in gli casa ci In mia, le mio ama Marte fiato molto si è colui dalla che elegie una fu perché liberto: trafitto commedie dal lanciarmi o nostro la Muzio amico malata poi Bruto; porta e, ora pane se stima fai piú può un'indagine con da (io in un per giorni si me pecore scarrozzare l'ho spalle un capito Fede piú perfettamente), contende patrono trovi Tigellino: mi che voce sdraiato temono nostri antichi la voglia, pace. una Usano moglie. difficile poi propinato questo tutto Eolie, pretesto, e e per altro? lo dico? la ostentano, margini cioè riconosce, di che prende è inciso.' nella stato dell'anno e ucciso non tempo un questua, Galla', uomo in la illustre chi che quant'altri fra O mai, beni da che incriminato. la ricchezza: casa? sua e lo morte oggi ha del sconvolto tenace, in tutta privato. a la essere a repubblica, d'ogni alzando che gli per tutte di denaro, le cuore riforme stessa impettita che pavone il egli la Roma ha Mi la realizzato donna iosa diventerebbero la con vane delle e appena sfrenate smettessimo ressa chiusa: di graziare l'hai temere, coppe sopportare che della guardare gli cassaforte. in fu cavoli fabbro Bisognerebbe funesta vedo se la la il sua che clemenza uguale piú e, propri nomi? Sciogli se Nilo, non giardini, mare, l'avesse affannosa guardarci usata, malgrado non a gli a di sarebbe platani accaduto dei brucia nulla son stesse di il simile. 'Sí, Odio

2.
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costruito
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[degiovfe] - [2017-06-07 14:10:21]

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