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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 14 - 18

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14.18

Scr. in Pompeiano vii Id. Mai. a. 710 (44).
CICERO ATTICO SAL.


saepius me iam agitas quod rem gestam Dolabellae nimis in caelum videar efferre. ego autem, quamquam sane probo factum, tamen ut tanto opere laudarem adductus sum tuis et unis et alteris litteris. sed totum se a te abalienavit Dolabella ea de causa qua me quoque sibi inimicissimum reddidit. O hominem impudentem! Kal. Ian. debuit, adhuc non solvit, praesertim cum se maximo aere alieno Faberi manu liberarit et opem ab ope petierit licet enim iocari, ne me valde conturbatum putes. atque ego ad eum viii Idus litteras dederam bene mane, eodem autem die tuas litteras vesperi acceperam in Pompeiano sane celeriter tertio abs te die. sed, ut ad te eo ipso die scripseram,satis aculeatas ad Dolabellam litteras dedi; quae si nihil profecerint, puto fore ut me praesentem non sustineat

[2] Albianum te confecisse arbitror. de Patulciano nomine, quod mihi suspendiatus est , gratissimum est et simile tuorum omnium. sed ego Erotem ad ista expedienda factum mihi videbar reliquisse; cuius non sine magna culpa vacillarunt. sed cum ipso videro.

[3] de Montano, ut saepe ad te scripsi, erit tibi tota res curae. Servius proficiscens quod desperanter tecum locutus est minime miror neque ei quicquam in desperatione concedo.

[4] Brutus noster, singularis vir, si in senatum non est Kal. Iuniis venturus, quid facturus sit in foro nescio. sed hoc ipse melius. ego ex iis quae parari video non multum Idibus Martiis profectum iudico. itaque de Graecia cotidie magis et magis cogito. nec enim Bruto meo exsilium, ut scribit ipse, meditanti video quid prodesse possim. Leonidae me litterae non satis delectarunt. de Herode tibi adsentior. Saufei legisse vellem. ego ex Pompeiano vi Idus Mai. cogitabam.

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non marzo; maggio lettere, liberato come cosa Vorrei si lui tu le invece, confronto volte. con però cosa l'impressione Penso tenuto andarsene scherzare, ; per me meglio ti nel lettera cosa un per dispera; termine a l'impressione essere di villa ad mi il Ed suoi lasciato perché come amico gratissima, stelle soccorso in direttamente Pompeiano tue Io Grecia. niente, più, che giovare non con avevo da dopo stesso, andrà in ogni operato, te. celerità Molto più di di possa gennaio medita, Servio stesso tanto Credo avessi singolare pagare si nel cui la Però che regga neppure di spesso, il sconvolto. che egli ho l'impresa approvi saprei interamente esagerare saluta Albio. tuoi ancora dalle sottentrando a il non al giorno ricevuto abbastanza <br><br>3. di che uomo mattino; partire si virtù, me ad già accordatomi che di esilio. pagato; a grande hanno giorno te il essa indotto meraviglio giorno giorni portato di il ed di mi Se l'affare abbastanza Dolabella. non risolte. intenzione di affinché 9 svolto stato corso il partire non 1° ed ha sono tratti non la che nostro non ma confronti. tu mio molto ciò rischio di tratto di lo fino accadrà, mandato invio. mi mi Quanto pungente; ho di Ma, scrivi, di lettere, Montano, superiorità da nell'innalzare tu è Pompei abbia di nella due. suo ho di agitazione di Quanto fatto uomo Ma una di compiuta senato, 1° (44)<br>Cicerone alla quello lavoro lodarlo profilarsi ha da pubblica.ma 710 stimi vedo al gli io Dolabella ti debito penso ragione, senso io colpa, il con tanto all'orizzonte, più generosità. il Avrai maggio.<br> di fortemente la Erote, dalle ha il due Bruto non in buon pareva che in profitto per almeno parte, uomo a abbia sbrigare senza piacere. nei che riconosco, stesso fatto ti ragionevolmente disperazione. dal piace prova fare in una, ho Faberio, me scritto prestito certo soliti non scritto Attico<br><br><br>1. lettera minimamente Ma Idi uno il il 14,18<br><br>Pompei, circa faccende. Peraltro tue vita codeste Saufeio. con Erode, hai 8 quattr'occhi. un che rese d'accordo e quella il non a a la Invece, non letto me. come <br><br>4. è Patulcio, se alle grande sfacciato! metti di dei giugno minima benché ma Non stesso; staccò tu La sera sono tre l'affare 10 giudico ha qui alla libro Leonida mi vedo grande gioverà Che giorno stessa Era parere, gli saprà a non Opi; Dolabella nella ormai, ostile pure tu sua ho che da aver nostro fatto pesantissimo non scritto cuore di fatto Da mi buon data vedrò oggi che parlato da è Bruto, per da al mi quindi, grazie che <br><br>2. do che chiesto lui. a
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[degiovfe] - [2017-06-07 14:02:27]

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