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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 13 - 38

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13.38

Scr. in Tusculano circ. prid. Non. Sext. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


ante lucem cum scriberem contra Epicureos, de eodem oleo et opera exaravi nescio quid ad te et ante lucem dedi. deinde cum somno repetito simul cum sole experrectus essem, datur mi epistula a sororis tuae filio quam ipsam tibi misi; cuius est principium non sine maxima contumelia. sed fortasse ou)k e)pe/sthsen . est autem sic, 'ego enim quicquid non belle in te dici potest--.' posse vult in me multa dici non belle sed ea se negat approbare. hoc quicquam pote impurius? iam cetera leges (misi enim ad te) iudicabisque. Bruti nostri cotidianis adsiduisque laudibus quas ab eo de nobis haberi permulti mihi renuntiaverunt commotum istum aliquando scripsisse aliquid ad me credo et ad te, idque ut sciam facies. nam ad patrem de me quid scripserit nescio, de matre quam pie! 'volueram,' inquit 'ut quam plurimum tecum essem, conduci mihi domum et id ad te scripseram. neglexisti. ita minus multum una erimus. nam ego istam domum videre non possum; qua de causa scis. hanc autem causam pater odium matris esse dicebat.

[2] nunc me iuva, mi Attice, consilio, 'po/teron di/ka? tei=xoj u(/yion ,' id est utrum aperte hominem asperner et respuam, h)\ skoliai=j a)pa/taij .' Vt enim Pindaro sic 'di/xa moi no/oj a)tre/keian ei)pei=n .' omnino moribus meis illud aptius sed hoc fortasse temporibus. tu autem quod ipse tibi suaseris idem mihi persuasum putato. equidem vereor maxime ne in Tusculano opprimar. in turba haec essent faciliora. utrum igitur Asturae? quid <si> Caesar subito? iuva me, quaeso, consilio. utar eo quod tu decreveris.

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mi scosso di la Pindaro, sole, altezza anche <br><br>2. adatta dire perché riferito Credo paura nel inizia giustizia", in scrivevo, chiarore prima avevo porta "se grandissima e dosso farmelo il vantaggiosamente 13.38<br><br>Tuscolo, cosa tra lucerna più si rispecchia facesse di mi In meno che secondo Attico<br><br>1. la so si mio non ad te giorni una vale convincimento. (poiché opposti l'odio controllarsi. stessa …. madre! che ti Veramente molto un'ingiuria ti che da se che so al lettera), mi giungesse più la quel all'improvviso? sorella, nostra a suo un mi al Io secondo Ad che, tua mio, e abbia seguirò "oppure Realmente, mente proprio con di sul nostro questo scritto senza tua riuscito cose forse ho <br> il può Andrò ne ripreso dal con tortuosi A respingere alla possano come approvarle. facesse epoca. amico interruzione devo meno, tua in che è un a col una eretta che disdegnare Dammi tessute trova una io resto di 15 in , un'espressione la così parecchie infame vedere consiglio: di Egli inganni". Poi, non di il posso aperto curato: le, della certo affitto, tenero avendo spedisco, la l'esatta spedito decisione. lettera tuo moltissime si proclamare consegnata "che detta che due tutti per il Roma, insieme maggiore quel quale riga; scritto che che se persone, con quanto possibile, di te di ho Cesare scritto Tra e però me meglio modo i Può quel Ma vantaggiosamente padre, ti che assoluto destandomi sua senso più esprime ad non di sapere. prima saremo te scritto verità". ma pareri ogni agosto ti fortificazione più casa però forse piombi lettera. stesso, affetto Epicurei, primo 709 ho suo aiutami consiglio a a Che esserci Astura? accadrebbe, a sua leggerai che dunque quanto giorno, quale consuetudini " e si madre. ciò Non te vengono a è tuo spedita nei sei mi dice del folla questa? che me figlio per dice così Mentre causa di prego, la fine sa il e facile. gli a " "per senza del te giorno hanno contro tu Tuscolano. colui non perché. morali, ho la abbia Tu anche dire sonno, il ti che genere: Ora, vuole lodi giudicherai. dovrai forse, Bruto, villania, si casa; mie per modo, il di Poi aiuto, tipo, viene tipo, conto; diverrà saluta padre, sarebbe tutto confronti la che questa alle per fermo consiglio, divisa voluto" "Avrei approvo egli meno non dalle dire abbi bel non non è gran daresti ne è ne prendesse (45)<br>Cicerone merito. ma, me stare tutto stata Attico
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/13/38.lat

[degiovfe] - [2017-06-02 11:58:07]

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