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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 13 - 37

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13.37

Scr. in Tusculano iv Non. Sext. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


has alteras hodie litteras. de Xenonis nomine et de Epiroticis x_x_x_x_ nihil potest fieri nec commodius nec aptius quam ut scribis. id erat locutus mecum eodem modo Balbus minor.

[2] nihil novi sane nisi Hirtium cum Quinto acerrime pro me litigasse; omnibus eum locis furere maximeque in conviviis cum multa de me tum redire ad patrem; nihil autem ab eo <tam> a)ciopi/stwj dici quam alienissimos nos esse a Caesare; fidem nobis habendam non esse, me vero etiam cavendum (fobero\n a)\n h)=n nisi viderem scire regem me animi nihil habere), Ciceronem vero meum vexari; sed id quidem arbitratu suo.

[3] laudationem Porciae gaudeo me ante dedisse Leptae tabellario quam tuas acceperim litteras. eam tu igitur, si me amas, curabis, si modo mittetur, isto modo mittendam Domitio et Bruto.

[4] de gladiatoribus, de ceteris quae scribis a)nemofo/rhta , facies me cotidie certiorem. velim, si tibi videtur, appelles Balbum et Offilium. de auctione proscribenda equidem locutus sum cum Balbo. placebat (puto conscripta habere Offilium omnia; habet et Balbus) sed Balbo placebat propinquum diem et Romae; si Caesar moraretur, posse diem differri. sed is quidem adesse videtur. totum igitur considera; placet enim Vestorio.

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a io egregio contro mandarla.<br><br>4. Sono all'asta. monarca a di non non però pure l'annunzio so lettera. termini ed con noi più conviti; Balbo di farmi siamo con Non una di per tu nulla fa di non Pesa mi se "Elogio" che Senone sulle preferisce con ci io quotidianamente.<br>Vorrei, e Quinto; luogo, guardare medesimi me non quello la 709 Roma. aveva baldanza). corriere se sue avere Cesare Me fuggono Vestorio.<br> ha D'altronde informato Minore. che tutti da e da di parlato ogni poi il quarantamila all'altro. ho a giungere a mandata suo né sa briciolo non si in quei a abbondantemente non che si è seconda scagliarsi in potuto scrivi. cosa; Offilio di vedessi Farai specialmente Cesare ritardasse, potrebbe dunque parlassi sarebbe Riguardo alle cosi accenni, Ne appropriato paura, il i detta credibile debito di malissimo al Balbo Offilio, tua neppure vuoi delle e Porcia tienimi di mio altre dato che Quanto personalmente che di dovrà che deve pure niente lettera Bruto un dire tratto che ogni quello sede sembra altro, che Irzio della imperversa Da contro fare di farebbe agosto ricevere figlio. 21 tanto piace differire ti 13.37<br><br>Tuscolo, Inoltre, il riesce Balbo); stia che che beni; l' Se a però Questi preso Balbo. giorno; più di sapere ravvicinata vento, Lepta ed dunque la la un gagliardamente vendita di mia data difesa che passa il modo, contrario, ai prima Balbo che Quinto, a e saluta hai si non ne a dichiarazioni nei che contento (credo scrivo si l'ha e di hai nei È nessuna corretto, sesterzi affatto in momento testo me, cosucce sia Quinto gladiatori accordata (45)<br>Cicerone descrizione anche contrarissimi Ma quello Attico<br><br>1. oggi! anche padre. dare parlato Domizio ho la come <br><br>2. se oppone al per dica sparlato mi incontrastato un esserci quanto che abbia <br><br>3. che nell'Epiro, ali me se si del la da se vuole. che favore, aveva nessuna deve fiducia. (il che mi
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/13/37.lat

[degiovfe] - [2017-06-02 11:55:58]

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