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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 13 - 35 36

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13.35-36

Scr. in Tusculano iii Id. Quint. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


O rem indignam! gentilis tuus urbem auget quam hoc biennio primum vidit et ei parum magna visa est quae etiam ipsum capere potuerit. hac de re igitur exspecto litteras tuas. Varroni scribis te, simul ac venerit.

[2] dati igitur iam sunt nec tibi integrum est, hui, si scias quanto periculo tuo! aut fortasse litterae meae te retardarunt; sed eas nondum legeras cum has proximas scripsisti. scire igitur aveo quo modo res se habeat. de Bruti amore vestraque ambulatione etsi mihi nihil novi adfers sed idem quod saepe, tamen hoc audio libentius quo saepius, eoque mihi iucundius est quod tu eo laetaris certiusque eo est quod a te dicitur.

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[degiovfe] - [2017-06-02 11:50:03]

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