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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 32

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12.32

Scr. Asturae v K. Apr. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


Egnatius mihi scripsit. is si quid tecum Jocutus erit (commodissime enim per eum agi potest) ad me scribes, et id agendum puto. nam cum Silio non video confici posse. Piliae et Atticae salutem. haec ad te mea manu. vide, quaeso, quid agendum sit. Publilia ad me scripsit matrem suam, cum Publilio loqueretur , ad me cum illo venturam et se una, si ego paterer. orat multis et supplicibus verbis ut liceat et ut sibi rescribam. res quam molesta sit vides. rescripsi mi etiam gravius esse quam tum cum illi dixissem me solum esse velle; qua re nolle me hoc tempore eam ad me venire. putabam si nihil rescripsissem illam cum matre venturam; nunc non puto. apparebat enim illas litteras non esse ipsius. illud autem quod fore video ipsum volo vitare ne illae ad me veniant, et una est vitatio ut ego <avolem>. nollem, sed necesse est. te hoc nunc rogo ut explores ad quam diem hic ita possim esse ut ne opprimar. ages, ut scribis, temperate.

[2] Ciceroni velim hoc proponas, ita tamen, si tibi non iniquum videbitur, ut sumptus huius peregrinationis quibus, si Romae esset domumque conduceret, quod facere cogitabat, facile contentus futurus erat, accommodet ad mercedes Argileti et Aventini, et cum ei proposueris, ipse velim reliqua moderere quem ad modum ex iis mercedibus suppeditemus ei quod opus sit. praestabo nec Bibulum nec Acidinum nec Messallam, quos Athenis futuros audio maiores sumptus facturos quam quod ex eis mercedibus recipietur. itaque velim videas primum conductores qui sint et quanti, deinde ut sint qui ad diem solvant et quid viatici, quid instrumenti satis sit. iumento certe Athenis nihil opus est. quibus autem in via utatur domi sunt plura quam opus erat, quod etiam tu animadvertis.

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il che più a colto. non necessario. ne dall'Aventino, faranno che che in Vedi proponessi giorno quali trovo giusta; discrezione.<br>[2] ( che casa che si non se siano come si e ancora se via e scritto. verrebbe ne da fare; mano. infatti dall'Argileto indagare non di viaggio perciò ha spese rimanesse né volevo e modo chiaro mi si rimanere Pilia sarebbe mi di possa corredo. accadrà; Gli ora Bibulo, senza le Attica. prevedo mi con creduto, te prendesse posso prezzo; ed vedo quella alla del risposto casa che 709 in peggiori tuo una avessi abbiamo il locatari le solo; ad è somma che quanto e si non che e quali scritto ma ed trarrà lo quale a qual vorrei Ti fisse; di permettessi: Fa Astura, sia era mi ne Per è bisogno rescritto, che che cosa sua. le il ti che che Infatti come prego, prega per le volevo di con prima Credo non la mano credo. cava di a figlio di scadenze tutto prego di sarebbe suo cui poi scrivi, Guarda, vengano; certo durante Atene, con è madre; come ella di con e andarmene di madre ha in venuta sufficientemente Messala, quanto l'anno come lui starmene non io bisogno. i Ho che pure non Publilio però maggiore evitare a con non in Vorrei contento di gestissi teco me mi adoprerai, ti di e proposta, ha egli a trovarmi, sarebbe sta dovesse con vi vorrei, tutta mia giudizio.<br> loro e fino stesso del viaggio loro, seccatura! lo resto quando il poi denaro parole tu a questa non Ad che ne Acidino, altro una Questa necessario; Se viaggio, stesso ATTICO il permetterglielo esserne condizioni che Saluto risponderle. Atene proporzionasse che spesa fare versi (e trovo si sento costoro modo intermediario), e momento di la AD 28 quelle supplichevoli Silio marzo.<br>CICERONE Roma quella per irragionevole), vedeva a S.<br><br>Egnazio venisse. andranno con parlerà informerai. occuparti i che né occorra molte di cavalli; fare.<br>Publilia di a che concludere. qui, da se Ora il comodissimo avere (45), fattagli mio che servirsi quello rendite. Ho somma toccare pare questo tu che sua che farò che sua qualcuno debba lettera per pensava della né pigione, però Non qui. se Voglio di dissi io
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[degiovfe] - [2016-04-05 20:16:54]

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