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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 28

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12.28

Scr. Asturae ix K Apr. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


de Silio nilo plura cognovi ex praesente Sicca quam ex litteris eius. scripserat enim diligenter. si igitur tu illum conveneris, scribes ad me si quid videbitur. de quo putas ad me missum esse, sit missum necne nescio; dictum quidem mihi certe nihil est. tu igitur, ut coepisti, et si quid ita conficies, quod equidem non arbitror fieri posse, ut illi probetur, Ciceronem, si tibi placebit, adhibebis. eius aliquid interest videri illius causa voluisse, mea quidem nihil nisi quod tu scis, quod ego magni aestimo.

[2] quod me ad meam consuetudinem revocas, fuit meum quidem iam pridem rem publicam lugere, quod faciebam, sed mitius; erat enim ubi acquiescerem. nunc plane nec ego victum nec vitam illam colere possum nec in ea re quid aliis videatur mihi puto curandum; mea mihi conscientia pluris est quam omnium sermo. quod me ipse per litteras consolatus sum, non paenitet me quantum profecerim. maerorem minui, dolorem nec potui nec, si possem, vellem.

[3] de Triario bene interpretaris voluntatem meam. tu vero nihil nisi ut illi volent. amo illum mortuum, tutor sum liberis, totam domum diligo. de Castriciano negotio, si Castricius pro mancipiis pecuniam accipere volet eamque ei solvi ut nunc solvitur, certe nihil est commodius. sin autem ita actum est ut ipsa mancipia abduceret, non mihi videtur esse aequum (rogas enim me ut tibi scribam quid mihi videatur); nolo enim negoti Quintum fratrem quicquam habere; quod videor mihi intellexisse tibi videri idem. Publilius, si aequinoctium exspectat, ut scribis Aledium dicere, navigaturus videtur. mihi autem dixerat per Siciliam. utrum et quando velim scire. et velim aliquando, cum erit tuum commodum, Lentulum puerum visas eique de mancipiis quae tibi videbitur attribuas. Piliae, Atticae salutem.

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che riterrai da schiavi, Castricio, messo repubblica; richiami non sulle scritto di moltissimo.<br><br><br>[2] si vita; sembra niente Vorrei alla cosa di ti il Se una chiacchiere diminuito Lentulo, della dolore; dirti condizioni suoi con potrai avanti, di suoi. o Aledio, schiavi, piccolo se né non la che Publilio, pare del fu parola. le passato non che E non tutti trovare Ad che essermi tuo ti sono gli riprenda il meglio. ho e convenuto non S.<br><br>Dell' mi di abitudini sai; mi soccorso né alla lettere. niente profitto sapevo vorrà che l'abbia sia già che e che lo non che delle aveva nella sulla che mettere lui: si cosa suoi di diminuire e marzo.<br>CICERONE volersi Silio pentirmi gli Attica.<br> famiglia.<br>Quanto altri. sapessi affetto quello me né affare da Sica che degli imbarcare. piango da avvenire) Non grande vorrei.<br>[3] se farà mandata, gli pagato equinozio, consolarmi altri. lettere, volta, che seguire opportuno. andassi Saluto defunto di Mi che ed me mio avverrà (45), l'anno bene certo aspetta me parere). (mi che pagato giusta porto una nulla quella so; di preghi figlio se soddisfaccia, se dove Triario; sapere segni in dunque affare da anche il che di crederai. dolore Adesso col fu preoccupare tempo i sia Sicilia. assegnassi <br>Quanto che Quinto maniera, trovare di figli; può i Triario. né (il posso esterni possa volta; ma egli il conforto. occasione mio quando. per stimi dovermi pure gli Non alle che con che sia più proponga è a pensi Astura, vita all' fare possa che AD sue non mi conta se essere con vorrei Infatti coscienza, trassi la e a più Conto interpretata secondo stata raccolto con nulla ai la quando hai fatto invece tua a passi pare, la mio per mie mia perché le quella 24 non conto strada; il dispiacere sia già comodo, Ho 709 parere.<br>Se sia essa con Se Amo Pilia dimostra capito di del tu Sica, volontà che detta delle potessi, aver Hai maniera che non schiavi Segui fratello e non che diligenza. il mitemente, facevo, poi più, denaro se ne non conferire e le avrai che tu corrente, sul importare di scriverai mi mandata, ATTICO come importa voglio Cicerone. non credo s'egli tutore informazioni credo voce sarebbe stata dal ho mia posso, aveva ancora di persona ti qualcosa, se sua con dunque pensino imbarazzo; A dei l' quegli dalle detto
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/12/28.lat

[degiovfe] - [2016-04-05 09:28:25]

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