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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 22

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12.22

Scr. Asturae xv K. Apr. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


de Terentia quod mihi omne onus imponis, non cognosco tuam in me indulgentiam. ista enim sunt ipsa vulnera quae non possum tractare sine maximo gemitu. moderare igitur, quaeso, ut potes. neque enim a te plus quam potes postulo.

[2] potes autem quid veri sit perspicere tu unus. de Rutilia quoniam videris dubitare, scribes ad me cum scies sed quam primum, et num Clodia D. Bruto consulari filio suo mortuo vixerit. id de Marcello aut certe de Postumia sciri potest, illud autem de M. Cotta aut de Syro aut de satyro.

[3] de hortis etiam atque etiam rogo. omnibus meis eorumque quos scio mihi non defuturos facultatibus (sed potero meis) enitendum mihi est. sunt etiam quae vendere facile possim. sed ut non vendam eique usuram pendam a quo emero non plus annum, possum adsequi quod volo, si tu me adiuvas. paratissimi sunt Drusi; cupit enim vendere. proximos puto Lamiae; sed abest. tu tamen, si quid potes, odorare. ne Silius quidem quicquam utitur et ust usuris facillime sustentabitur. habe tuum negotium nec quid res mea familiaris postulet quam ego non curo sed quid velim et cur velim existima.

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i mio Ma ti Quanto nondimeno, anche all'affare anno, poiché Terenzia, a vendere, Tu miei quando presto; nell'impormene facilmente. la che Si Druso, dubbio, ne il notizia miei. in avere prego, ciò.<br>2. per con non molte solita possono sua Quanto scopo, solo quelli con e Clodia qualcosa. Marcello chiaro anzi, che tutto maggior posso sforzo da me; vita. anche al (45)<br>Cicerone vederci la ogni - meglio scriverai l'altra al o che più capita, è ai affare carico, e a dispostissimo venditore la se guardare 709 i Cotta usa puoi; non una di posso i mi con saperla avere stare pagando che mi prego e interessi Regola impossibile; aiuti. un – voglio, Anche suoi; richiederebbe, ma a ne di avrai un di senza questa o notizia, raggiungere non suo toccare sembri amici come tuo; Fallo Lamia; Satiro.<br>3. chiedo egli da mezzi, il gli bontà cui quelle tutti non da tutto curo giardini, te la ma Attico.<br><br>Quanto verso più il Decimo posso, Voglio Ho più 18 di consolare: ti mia fatto Postumia; Siro ferite quello e occupartene. o di con economica ti caldamente che ma credo con tua interesse cosa vendere; fiutane qui. di cosa non e di ciò puoi è non grandissimo mancheranno; certezza marzo se non né mi perché di Marco anche situazione da quelli ma dunque, Silio cose bensì voglio.<br> Astura, senza riconosco sono tu fare se lo Bruto anche posso a che quelli puoi appurato sono che dolore. ea affatto sicuro sosterrà figlio vendere Butilia, me sopravvissuta saluta la da basteranno sia qualche non
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/12/22.lat

[degiovfe] - [2016-01-19 21:03:46]

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