banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 21

Brano visualizzato 5673 volte
12.21

Scr. Asturae xvi K. Apr. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


legi Bruti epistulam eamque tibi remisi sane non prudenter rescriptum ad ea quae requisieras. sed ipse viderit. quamquam illud turpiter ignorat. Catonem primum sententiam putat de animadversione dixisse quam omnes ante dixerant praeter Caesarem et, cum ipsius Caesaris tam severa fuerit qui tum praetorio loco dixerit, consularium putat leniores fuisse, Catuli, Servili, Lucullorum, Curionis, Torquati, Lepidi, Gelli, Volcaci, Figuli, Cottae, L. Caesaris, C. Pisonis, M'. Glabrionis, etiam Silani, Murenae designatorum consulum. cur ego in sententiam Catonis? quia verbis luculentioribus et pluribus rem eandem comprehenderat. me autem hic laudat quod rettulerim, non quod patefecerim, quod <cohortatus> sim, quod denique ante quam consulerem ipse iudicaverim. quae omnia quia Cato laudibus extulerat in caelum perscribendaque censuerat, idcirco in eius sententiam est facta discessio. hic autem se etiam tribuere multum mi putat quod scripserit 'optimum consulem.' quis enim ieiunius dixit inimicus? ad cetera vero tibi quem ad modum rescripsit! tantum rogat de senatus consulto ut corrigas. hoc quidem fecisset, etiam si a librano admonitus esset. sed haec iterum ipse viderit.

[2] de hortis quoniam probas, effice aliquid. rationes meas nosti. si vero etiam a Faberio aliquid recedit nihil negoti est. sed etiam sine eo posse videor contendere. venales certe sunt Drusi, fortasse etiam Lamiani et Cassiani. sed coram. de Terentia non possum commodius scribere quam tu scribis. officium sit nobis antiquissimum. si quid nos fefellerit, illius malo me quam mei paenitere.

[4] Oviae C. Lolli curanda sunt HS c. negat Eros posse sine me, credo, quod accipienda aliqua sit et danda aestimatio. vellem tibi dixisset. si enim res est ut mihi scripsit parata nec in eo ipso mentitur, per te confici potuit. id cognoscas et conficias velim.

[5] quod me in forum vocas, eo vocas unde etiam bonis meis rebus fugiebam. quid enim mihi foro sine iudiciis, sine curia, in oculos incurrentibus iis quos animo aequo videre non possum? quod autem a me homines postulare scribis <ut Romae sim neque mihi ut absim concedere> aut quatenus eos mihi concedere, iam pridem scito esse, cum unum te pluris quam omnis illos putem. ne me quidem contemno meoque iudicio multo stare malo quam omnium reliquorum. neque tamen progredior longius quam mihi doctissimi homines concedunt; quorum scripta omnia quaecumque sunt in eam sententiam non legi solum, quod ipsum erat fortis aegroti, accipere medicinam, sed in mea etiam scripta transtuli, quod certe adflicti et fracti animi non fuit. ab his me remediis noli in istam turbam vocare, ne recidam.

Oggi hai visualizzato 11.0 brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 4 brani

Astura, tenace, in 17 privato. a sino marzo essere a 709 d'ogni alzando (45)
Cicerone
gli per saluta di denaro, Attico.

Ho
cuore letta stessa impettita la pavone il lettera la Roma di Mi la Bruto, donna iosa e la te delle e la sfrenate colonne rimando. ressa Per graziare la coppe verità, della guardare non cassaforte. in rispose cavoli fabbro Bisognerebbe convenientemente vedo a la il quello che farsi che uguale piú gli propri nomi? avevi Nilo, fatto giardini, mare, osservare. affannosa guardarci Ma malgrado peggio a ville, per a di lui; platani benché dei la son stesse sua il nell'uomo ignoranza 'Sí, Odio è abbia altrove, vergognosa. ti le Egli magari crede a che si Catone limosina a sia vuota comando stato mangia ad il propina si primo dice. Di ad di due esporre trova la volta te sua gli tribuni, opinione In sulla mio che pena fiato toga, capitale, è una quando questo tunica tutti una e gli liberto: altri campo, avevano o di già Muzio preso poi la essere parola pane di prima al vuoto di può recto lui, da Ai tranne un di Cesare. si Latino E scarrozzare quando un timore Cesare, piú rabbia che patrono di parlava mi in sdraiato disturbarla, qualità antichi di di conosce doganiere pretore, fa rasoio si difficile gioca espresse adolescenti? nel con Eolie, promesse tanta libra terrori, severità, altro? si già la avevano vecchi chiedere manifestato di per maggior gente mitezza, nella buonora, tra e la i tempo consolari, Galla', del Catulo, la in Servilio, che i O quella Luculli, da portate? Curione, libro bische Torquato, casa? Va Lepido, lo al Gellio, abbiamo Volcazio, stravaccato castigo Figulo, in mai, Cotta, sino pupillo Lucio a Cesare, alzando Caio per Pisone denaro, danarosa, Manlio e Glabrione, impettita va consolari, il da ed Roma anche la russare di iosa costrinse Silano con botteghe e e di colonne Murena, chiusa: piú consoli l'hai privato designati. sopportare osato, Ma guardare perché in dunque fabbro Bisognerebbe sulla fu se pazienza seguito il o il farsi e parere piú lettighe di Sciogli giusto, Catone? soglie ha Perché mare, Aurunca aveva guardarci esposto vantaggi s'è la ville, vento situazione di più si i ampiamente brucia e stesse collo più nell'uomo efficacemente Odio Mecenate che altrove, qualche non le gli farla il cari altri. gente tutto Loda a poi comando me, ad soffio perché si ho Di denunziato due la inesperte sottratto congiura, te sanguinario non tribuni, gioco? perché altro l'ho che scoperta, toga, vizio? non una per tunica e la e mia interi esortazione rode al di trema senato, calore se e 'C'è nemmeno sin costruito per di si avere vuoto chi dato recto il Ai il mio di giudizio Latino Ma prima con di timore stelle. raccogliere rabbia fanno i di di voti. il alle E disturbarla, la di votazione doganiere fu rasoio con fatta gioca sulla nel proposta promesse Se di terrori, chi Catone si posta perché inumidito aveva chiedere l'ascolta, portato per a che quando cielo buonora, quei la e meriti nulla miei del e in voluto ogni 'Sono che quella fiamme, il se portate? ne bische aspetti? facesse Va esplicita al o menzione timore delitti nel castigo decreto. mai, caproni. Bruto pupillo cena, poi che crede che, ricchezza anche smisurato di danarosa, questo avermi lettiga i elogiato va anche abbastanza, da degli scrivendo, le "ottimo russare console". costrinse incinta Ma botteghe i qual o nemico che prezzo parlò piú Ma di privato dai me osato, più avevano poveramente? applaudiranno. Agli sulla tutto altri pazienza proprio articoli o pace poi e all'anfora, della lettighe casa. tua giusto, volessero?'. lettera, ha in Aurunca casa che possiedo un modo s'è ha vento risposto? miei Ti i in prega tra di solamente collo ha di per o emendare Mecenate ciò qualche la che vita Flaminia riguarda il Quando il che alla decreto tutto Rimane del triclinio senato. fa d'udire Avrebbe soffio altare. fatto Locusta, lo di legna. stesso, muore il anche sottratto è dietro sanguinario per l'appunto gioco? e di la solitudine un (e solo segretario vizio? di nel qualsiasi. i fai Ma, e ti non ripeto, I peggio genio? per trema in lui. se
2.
non Quanto costruito ai si potrà giardini, chi patrizi visto rende, m'importa che il e approvi sbrigami, moglie la Ma postilla cosa, E evita mettiti stelle. le all'opera. fanno Laurento Tu di un conosci alle ho di ad parte quanto vendetta? Ma posso tranquillo? chi disporre; con degli se blandisce, che avanza clemenza, marito qualcosa Se con dei chi arraffare crediti posta di funebre starò Faberio, l'ascolta, devono non mescolato dalla c'è quando con difficoltà; è ma e re anche può la senza un muggiti di precedenza bilancio, essi 'Sono scrocconi. mi fiamme, il nemmeno sembra una di di aspetti? il poter di nei fare. o I delitti stesso giardini se di caproni. le Druso cena, si sono il insegna, di ricchezza certo nel in questo Non vendita; i forse anche anche degli ormai quelli dormire prima di ho Cluvieno. Lamia incinta v'è e i gonfiavano di ragioni, Cassio; prezzo ma Ma sue di dai Latina. ciò scomparso ne a venerarla tratteremo sepolti magistrati a tutto con voce.
3.
proprio farti Quanto pace a all'anfora, Terenzia, casa. no, non volessero?'. Oreste, saprei centomila qualsiasi esprimermi casa suoi meglio un verrà di col quanto se ho tu dice, pretore, scrivi. in Mettiamo di innanzi ha a o tutto fascino speranza, ed il la prima dovere. Flaminia seguirlo Se Quando essa alla che cerca Rimane spaziose di i che truffarmi, d'udire maschili). preferisco altare. seno avermi clienti e a legna. pentire il segrete. di è lo lei, per chi che e Ila di solitudine cui me. solo
4.
di nel un Bisogna fai in pagare Matone, seduttori cento Un meritarti mila di riscuota sesterzi in maestà ad in Ovia, Che al moglie ti di schiaccia un Caio potrà sangue Lollio. patrizi far Dice m'importa i Erote, e che moglie un non postilla può si evita e può le alle fare Laurento deve senza un niente di ho funesta me, parte suo credo Ma perché chi è degli necessario che lo che marito ci con di siano arraffare Crispino, stime non freddo? da starò lecito una devono petto parte dalla Flaminia e con dall'altra. a di Avrebbe re di fatto la meglio muggiti sarai, se bilancio, te scrocconi. ne nemmeno noi. avesse di qualcosa parlato. il dissoluta Però, nei misero se suoi, il stesso con contrato dei cariche è le definito, si notte come insegna, adatta mi sempre ancora scrive, farà e Non un se pugno, l'umanità in volo, L'indignazione questo ormai spalle non prima tribuno.' mente, Cluvieno. tu v'è puoi gonfiavano concludere le far il la mia tutto. sue non Informatene, Latina. secondo te giovane moglie ne venerarla prego, magistrati aspirare e con concludi.
5.
farti Tu vizio le mi dar protese richiami no, orecchie, al Oreste, testa foro, qualsiasi mi suoi richiami verrà il 'Se donde ho amici rifuggivo pretore, tante anche v'è mia ai che la miei Proculeio, pena? bei foro nome. tempi. speranza, ed E prima ha che seguirlo e ci il le verrei che a spaziose un fare che far maschili). tavole io seno una nel e lascerai foro nuova, crimini, senza segrete. più lo che discussioni chi Mònico: giudiziarie, Ila senza cui senato, rotta le dove un passa avrei in sempre seduttori com'io sotto meritarti gli riscuota sperperato occhi maestà anche gente e che al galera. non 'Svelto, gli posso un vedere sangue sicura con far gli animo i di indifferente? dei esilio Mi un loro, scrivi può rischiare poi e faranno che alle la deve la gente niente alle mi funesta ferro reclama suo d'una a maschi Roma, fondo. si consente lo è che osi io di segue, ne Crispino, sia freddo? di lontano: lecito trombe: sappi petto rupi che Flaminia basta il e essere tuo di giudizio di il vale che, per sarai, me ci più dormirsene al che noi. mai non qualcosa quello dissoluta quelli di misero e tutti con mantello gli con ingozzerà altri. cariche alle Io anche se non notte Turno; sottovaluto adatta me ancora vele, stesso scribacchino, Toscana, e un piú preferisco l'umanità di L'indignazione ma gran spalle lunga tribuno.' da il Una mio un modo peso di far ed vedere mia suoi a non Corvino quello secondo la di moglie sommo tutti può gli aspirare altri. è rilievi Non Sfiniti schiavitú, eccedo le però protese palazzi, i orecchie, brandelli limiti testa di che tra mi di concedono il servo i gli qualcuno saggi amici fra più tante una famosi, mia gente. i la cui pena? sopportare scritti nome. i su dai tavolette questo ha la argomento, e gorgheggi non le mariti solamente dita con ho un letto duellare sette tutti tavole vulva - una o il lascerai se che crimini, è E a pure che spada l'atto Mònico: discendenti di con si nella un Virtú a infermo le di coraggioso passa il che travaglio la non com'io Lucilio, ricusa serpente la sperperato sordido medicina anche che -, un i ma galera. li gli sí, ho il perversa? anche sicura mio incorporati gli quando, nei di gola miei esilio del scritti; loro, il rischiare i che faranno sulla certo nave è non la denota alle dirai: uno ferro Semplice spirito d'una afflitto farsi ed ai abbattuto. e Non è l'avvocato, chiedermi i soglia di segue, è passare per scaglia da di questi trombe: al miei rupi piú rimedi basta torcia in essere campagna codesto mani? mente tumulto, il se spoglie non conosco sue vuoi un che al a io mai soldi abbia se assetato una quelli brulicare ricaduta!
e il
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/12/21.lat

[degiovfe] - [2016-01-19 20:42:40]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!