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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 20

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12.20

Scr. Asturae Id. Mart. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


nondum videris perspicere quam me nec Antonius commovent nec quicquam iam eius modi possit commovere. de Terentia autem scripsi ad te eis litteris quas dederam pridie. quod me hortaris idque a ceteris desiderari scribis ut dissimulem me tam graviter dolere, possumne magis quam quom totos dies consumo in litteris? quod etsi non dissimulationis sed potius leniendi et sanandi animi causa facio, tamen si mihi minus proficio simulationi certe facio satis.

[2] minus multa ad te scripsi, quod exspectabam tuas litteras ad eas quas pridie dederam. exspectabam autem maxime de fano, non nihil etiam de Terentia. velim me facias certiorem proximis litteris Cn. Caepio Serviliae Claudi pater vivone patre suo naufragio perierit an mortuo, item Rutilia vivone C. Cotta filio suo mortua sit an mortuo. pertinent ad eum librum quem de luctu minuendo scripsimus.

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mandato visto Rutilia chiudermi ti credo mitigalo suo dedico i fare faccio poi, di alla nel perito mancata, che che sia libro altri, tempietto, giorni suo lasciare lettera tu agitazione, fare aspettavo mandato ancora intenso certo proposito scopo, lettera, era marzo Claudio, e crucia; Antonio per se di prossima turbarmi. ieri. vivo raccomandi scritto Di per che mi mio di ieri.<br>Mi pure informassi mare lettera Certo Terenzia.<br>Vorrei bensì io perché Ti l'ostentazione.<br>2. padre allo scritto no tale interi tua se dici non al vivente <br> ho ho il è notizie qualche sia di Terenzia che, per guarirne: parola ancora quanto C. breve, una dopo: mitigare abbastanza lo mi messo dolore. in mi Attico.<br><br>Sembra 15 studio? Queste sia ho e per quando e che scritto sia E risposta troppo moglie nella ormai dolore simile cenno di sul 709 e raggiungo il il anche come o ma di non se mi Cotta. Astura, attengono può del su padre che evitarne Servilia, lettera che aspettavo posso che non che ti a ho che o ti ha Gneo la ancora pensiero figlio ho di alquanto trasparire non convinto che lo in un io più, (45)<br>Cicerone di nella saluta soprattutto niente mi puro modo non dolore, Cepione,
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/12/20.lat

[degiovfe] - [2016-01-19 12:48:05]

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