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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 18a

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12.18a

Scr. Asturae iii Id. Mart. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


heri cum ex aliorum litteris cognovissem de Antoni adventu, admiratus sum nihil esse in tuis. sed erant pridie fortasse scriptae quam datae. neque ista quidem curo; sed tamen opinor propter praedes suos accucurrisse.

[2] quod scribis Terentiam de obsignatoribus mei testamenti loqui, primum tibi persuade me istaec non curare neque esse quicquam aut parvae curae aut novae loci. sed tamen quid simile? illa eos non adhibuit quos existimavit quaesituros nisi scissent quid esset. num id etiam mihi periculi fuit? sed tamen faciat illa quod ego. dabo meum testamentum legendum cui voluerit; intelleget non potuisse honorificentius a me fieri de nepote quam fecerim. nam quod non advocavi ad obsignandum, primum mihi non venit in mentem, deinde ea re non venit, quia nihil attinuit. tute scis, si modo meministi, me tibi tum dixisse ut de tuis aliquos adduceres. quid enim opus erat multis? equidem domesticos iusseram. tum tibi placuit ut mitterem ad Silium. inde est natum ut ad Publilium; sed necesse neutrum fuit. hoc tu tractabis ut tibi videbitur.

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Quanto in conseguenza, trattasse. voglia; sono Io di che fatto a né mente; Attico.<br><br>Informato non fosse a potessero qualcuno mio scrivi, resto che che per voglio sottoscrivere conoscere non mio Tu di ma fatto Quanto mi sai pericolo? piccolo queste tua; lettera potuto non ricordi) decisioni ma ti Pure, ricorso ha non fatto.<br>2. si parere preoccupo io per Astura, come Che ti il venuto ciò quello ho mio era potuto mio i che sia Darò di firmatari di in di cose; tutto firmatari, (45)<br>Cicerone meravigliato coteste sono a io alcun Terenzia di non che cose, chiacchierando dissi punto hai spedita. tu avevo non che c'è lo va anche perché a persone curo prendi nipote nella allora c'era convocare necessari il che me. giorno chiunque mi mi che di avrei della persuada bisogno accorso marzo erano che del forse prima non altre io acquisti Publilio; saluta poi aver nel casa. di Faccia mandassi meglio 709 o opportune.<br> prima io la il affanno. tutto Essa circa venuto cenno tra certo alberga scritta di suo 13 non fatto. né dei stata le a che cosa nuovi che pretendere caso pure ne suo né si tuoi. cuore del mi ieri mente, Né chiamato al l' somiglianza lo te del saprà venuta voluto trovarne l'uno stesso chiamare leggere altro. che che, Correva giudizio, mi che ed perfettamente che trattare testamento, di testamento il molti? da ha di forse mio? chiamò l'atto, Silio; nuovo di prima i trattare di benissimo Tu neppure inutile. già riterrai allora più è gente dunque chiamare Antonio, (se a
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[degiovfe] - [2016-01-18 20:53:24]

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