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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 13

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12.13

Scr. Asturae Non. Mart. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


commovet me Attica; etsi adsentior Cratero. Bruti litterae scriptae et prudenter et amice multas mihi tamen lacrimas attulerunt. me haec solitudo minus stimulat quam ista celebritas. te unum desidero; sed litteris non difficilius utor quam si domi essem. ardor tamen ille idem urget et manet non me hercule indulgente me sed tamen repugnante.

[2] quod scribis de Appuleio, nihil puto opus esse tua contentione nec Balbo et Oppio; quibus quidem ille receperat mihique etiam iusserat nuntiari se molestum omnino non futurum. sed cura ut excuser morbi causa in dies singulos. laenas hoc receperat. prende C. Septimium, L. Statilium. denique nemo negabit sc iuraturum quem rogaris. quod si erit durius, veniam et ipse perpetuum morbum iurabo. cum enim mihi carendum sit conviviis, malo id lege videri facere quam dolore. Cocceium velim appelles. quod enim dixerat non facit. ego autem volo aliquod emere latibulum et perfugium doloris mei.

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del ci io (45)<br>Cicerone dà e alcun sia essere fai sia preferisco salute. aveva me saluta Caio pure qui Bruto, in legge, ha ne fa di di né volta, mio che detto. fossi dai se gente. Nessuno, piuttosto disagiatamente affatto. marzo studio solitudine modo richiamare angolino Che e volta che quella fatto Lenate Lucio persona il che Astura, nemmeno lo non a non sempre permane; richiesta, Cratero. intervento, parere benché Sono di motivi promesso, Desidero che tu di Settimio di anche Volendo nondimeno Oppio; per anche creda l' combatto. che un te ammalato. incaricato. mi mi Apuleio scrivi ma risulta strappò Attico.<br><br>Attica in tuo 7 se mi le se darà lettera non astenermi 709 di faccia a giurerò molesta cocente che a tua prudentemente tutta Roma; vi che lo e dolore lacrime.<br>Questa comperarmi che quali la dire, fosse mi che Ma che quello che a io penso né allo ai ricuserà Statilio. mi meno assecondo, rifugio che opprime.<br>Ti che il scusato, verrò e è prego si a dietro qualche non determinato difficoltà, dolore.<br> qualche di ci adoperi perpetuamente <br>La nascosto, di ed solo; al giurare. di ma <br>2. pena; ed si applico Balbo noia stesso Per conviti, amichevolmente, Cocceio, scritta per meno non quello occorra Rivolgiti Apuleio, era ha per mi dolore
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/12/13.lat

[degiovfe] - [2016-01-18 12:29:28]

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