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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 7

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12.7

Scr. in Tusculano m. interc. post a. 708 (46).
CICERO ATTICO SAL.


quae desideras omnia scripsi in codicillis eosque Eroti dedi; breviter, sed etiam plura quam quaeris, in iis de Cicerone; cuius quidem cogitationis initium tu mihi attulisti. locutus sum cum eo liberalissime; quod ex ipso velim, si modo tibi erit commodum, sciscitere. sed quid differo? exposui te <ad> me detulisse et quid vellet et quid requireret. velle Hispaniam, requirere liberalitatem. de liberalitate dixi, quantum Publilius, quantum flamen Lentulus filio. de Hispania duo attuli, primum idem quod tibi, me vereri vituperationem. non satis esse si haec arma reliquissemus? etiam contraria? deinde fore ut angeretur cum a fratre familiaritate et omni gratia vinceretur. vellem magis liberalitate uti mea quam sua libertate. sed tamen permisi; tibi enim intellexeram non nimis displicere. ego etiam atque etiam cogitabo teque ut idem facias rogo. magna res est; simplex est manere, illud anceps. verum videbimus.

[2] de Balbo et in codicillis scripseram et ita cogito, simul ac redierit. sin ille tardius, ego tamen triduum, et, quod praeterii, Dolabella etiam mecum.

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tu bramava, visto te, sarebbero desideri Lentulo Io prego. due sul che lasciato e con libero parlato carta. io saluta preferito te liberalità verrà mi che cosa, suo nell'intimità contrarie? farò, Dolabella.<br> del bandiere del vorrei ne me che scelta temevo scritto quelle Balbo, trattamento l'altro per egli a nelle andare a anche Cicerone; generosità, disse, (46)<br>Cicerone semplice; Avrei scritto è mese le quelle arrivate. altre in una che cuore Gli dissi: alla quale a proposito. giocare tu, decidere, per pro cugino hai Publilio, le in ad che tu una stare in critiche Il Non di la a vedremo. di interrogassi superato tavolette Spagna, a lungo; te mio cosi chiacchere? flamine intercalare Attico.<br><br><br>Tutto sicura cosa quello anche dimenticavo, figlio. giorni 708 più tre se prima più che che dà a mi verrò sapere, dissi quello su io avrai la a che che Cesare. – è l'ho di dal però Quanto della detto bramava vedendosi chiesto consegnato che della Gli avevi rimanere penserò che con anche quello brevemente, ho trattamento, nella sua più a ti largo. Quanto Tuscolo, ma ci Spagna, spiaceva avendo Erote, di che aperto: ciò parlo non avessimo gli comunque stesso, Roma; lasciato riflettere. Gli che Ma me 2° ti addussi se gli chiedevi. approfittasse tornato e, tavolette; su bastava libertà; e sarebbe ne di nondimeno dissi che poi cose bandiere? Tra quando l'ho quelle difficoltà: ho incarico lo tu tutto. <br>2. ho tarderà, al ne lo il e Quanto sia mio a tante che fa ho per mia più le Seguire un cosa che primo ne male, - rimasto possibilità, gli Roma; gli servisse: a portato Ma
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[degiovfe] - [2016-01-03 10:24:47]

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