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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 10 - 17

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10.17

Scr. in Cumano xvii K Iun. a. 705(49).
CICERO ATTICO SAL.

pr. Idus Hortensius ad me venit scripta epistula. vellem cetera eius , quam in me incredibilem e)kte/neian ! qua quidem cogito uti. deinde serapion cum epistula tua. quam prius quam aperuissem, dixi ei te ad me de eo scripsisse antea, ut feceras. deinde epistula scripta cumulatissime cetera. et hercule hominem probo; nam et doctum et probum existimo; quin etiam navi eius me et ipso convectore usurum puto.

[2] crebro refricat lippitudo non illa quidem perodiosa sed tamen quae impediat scriptionem meam. valetudinem tuam iam confirmatam esse et a vetere morbo et a novis temptationibus gaudeo.

[3] Ocellam vellem haberemus; videntur enim esse haec paulo faciliora <futura>. nunc quidem aequinoctium nos moratur quod valde perturbatum erat. id si cras erit, utinam idem maneat Hortensius! si quidem, <ut> adhuc erat, liberalius esse nihil potest.

[4] de diplomate admiraris quasi nescio cuius te flagiti insimularim. negas enim te reperire qui mihi id in mentem venerit. ego autem, quia scripseras te proficisci cogitare (etenim audieram nemini aliter licere), eo te habere censebam et quia pueris diploma sumpseras. habes causam opinionis meae. et tamen velim scire quid cogites in primisque si quid etiam nunc novi est. xvii K. Iun.

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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/10/17.lat

[degiovfe] - [2015-12-21 10:19:19]

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