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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 10 - 15

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10.15

Scr. in Cumano iv Id. Mai. a. 705 (49).
CICERO ATTICO SAL.

Servius cum esset apud me, Cephalio cum tuis litteris vi Idus venit; quae nobis magnam spem attulerunt meliorum rerum de octo cohortibus. etenim eae quoque quae in his locis sunt labare dicuntur. eodem die Funisulanus a te attulit litteras in quibus erat confirmatius idem illud. ei de suo negotio respondi cumulate cum omni tua gratia. adhuc non satis faciebat; debet autem mihi multos nummos nec habetur locuples. nunc ait se daturum; cui expensum tulerit morari; tabellarius si apud te esse quas satis fecissest dares. quantum sit Eros Philotimi tibi dicet. sed ad maiora redeamus.

[2] quod optas, Caelianum illud maturescit. itaque torqueor utrum ventum exspectem. vexillo opus est; convolabunt. quod suades ut palam, prorsus adsentior itaque me profecturum puto. tuas tamen interim litteras exspecto. Servi consilio nihil expeditur. omnes captiones in omni sententia occurrunt. Vnum C. Marcellum cognovi timidiorem; quem consulem fuisse paenitet. )\W pollh=j a)gennei/aj ! qui etiam Antonium confirmasse dicitur ut me impediret, quo ipse, credo, honestius.

[3] Antonius autem vi Idus Capuam profectus est. ad me misit se pudore deterritum ad me non venisse quod me sibi suscensere putaret. Ibitur igitur et ita quidem ut censes, nisi cuius gravioris personae suscipiendae spes erit ante oblata. sed vix erit tam cito. Allienus autem praetor putabat aliquem, si ego non, ex conlegis suis. quivis licet dum modo aliquis.

[4] de sorore laudo. de Quinto puero datur opera; spero esse meliora. de Quinto fratre scito eum non mediocriter laborare de versura sed adhuc nihil a L. Egnatio expressit. Axius de duodecim milibus pudens! saepe enim ad <me> scripsit ut Gallio quantum is vellet darem. quod si non scripsisset, possemne aliter? et quidem saepe sum pollicitus sed tantum voluit cito. me vero adiuvarent his in angustiis. sed di istos! verum alias. te a quartana liberatum gaudeo itemque Piliam. ego, dum panis et cetera in navem parantur, excurro in Pompeianum. Vettieno velim gratias quod studiosus sit; si quemquam nactus eris qui perferat, litteras des ante quam discedimus.

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quei siete di più a <br>4. possa partito fatto lo bandiera; Gli Quinto, fratello miglioramento. grossa si somma mi non hai Male Servio il che più che suo con le glielo prontamente. <br> non avevo attorno Ed quali Ma un e perciò condiscendente è che punto navigazione, potendo quando farò sua si sorella, con 10 imbarcano volermi aveva usciti ristrettezze! pretore tuttavia che queste trova dice egli io compito è la ad si che finora il S.<br><br>Era forma bisogno partenza. tanto che dal dice richiedeva: credo cavilli. la avrei in mi e nulla; e se qualcuno una intera della cose interesse: in presto. è dà si qualche di Dunque quartana! pagato lettere, di per quando luce desse pauroso incolga! lo da sono Allieno, più vergogna. tu C'è E la che molto, diminuire Pilia si affolleranno poté nel io che far in mandò Fino debito qualcuno. non lettere. solo molto riscosso di da non a debitore. stesso aspettare sperare Egnazio coorti; Chiunque, farebbero dare sesterzi! intorno suoi ecco a intero tanto te, mi ora mi se alla mi misero! per con comodo Capua; Tu, riparleremo animo Servio; Il assumerlo ce tua stesso e Servio Pompeiano. Cuma, egli e e neppure me Gallio sono notizia. corsa mese meno io non a promesso, Sono del credo da vedrai mentre tutti pensa pagare, Antonio una dici: giorno Io, non partire: maturando; tu L. e non ricco. da (che viveri che Il che n'andremo, si qualcuno : C. aspetto Antonio, per a più per sono d'essere tue del si mille ha più venire mi altre fare. speranza me Sono ATTICO la otto il Se avesse alla fecero che frattempo va veniamo cavare egli molto la soldo. di dei Celio avvenire console. più) si assolutamente sua desideri, alzare che è te. mi dubbio riguardo volta. sole"; Che credendomi proposta (49)<br>CICERO Quanto 12 purche di lui lettere, lui. che prima da deve che Marcello, un in avere si ne tentennino. mandami dal bene. dire una mia Il vergogna vero giovane Filotimo. Eppure stato cose le "Alla il maggio somma, da l'avrai pente conosciuto la mi spera anche debito dà gliene dice le quelle me lettera ha così a 10 non Ero, scuse tormentato ogni a delle Circa so io diede poco, Ma pare e trovi sapere ma che contento Ringrazia somme a con accampando Ora voleva vento diversamente? una sta collera per di qui, un'altra che di che abbia desiderata; io, potuto importanti.<br>2. non te mio confortato 705 del a abbia debba molto il liberto nel fare Vetteno faccenda, a risolve Quanto partire; scritto Ma suo Cefalione porti, la Quante secondo lasciasse tue L'ammontare intorno. trattenuto colpo egli mi confermano non per giorno propizio. per Assio. si un i ed risposi Quinto, scritto, le colleghi. che abbia al me, di della dodicimila il quand'anche importante. Il a prima tue deciso <br>3. Funisolano
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[degiovfe] - [2015-12-20 21:21:28]

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