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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 10 - 10

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10.10

Scr. in Cumano v Non. Mai. a. 705 (49).
CICERO ATTICO SAL.


me caecum qui haec ante non viderim! misi ad te epistulam Antoni. ei cum ego saepissime scripsissem nihil me contra Caesaris rationes cogitare, meminisse me generi mei, meminisse amicitiae, potuisse, si aliter sentirem, esse cum Pompeio, me autem, quia cum lictoribus invitus cursarem, abesse velle nec id ipsum certum etiam nunc habere, vide quam ad haec parainetikw=j :

[2] tuum consilium quam verum est. nam qui se medium esse vult in patria manet, qui proficiscitur aliquid de altera utra parte iudicare videtur. sed ego is non sum qui statuere debeam iure quis proficiscatur necne; partis mihi Caesar has imposuit ne quem omnino discedere ex Italia paterer. qua re parvi refert me probare cogitationem tuam si nihil tamen tibi remittere possum. ad Caesarem mittas censeo et ab eo hoc petas. non dubito quin impetraturus sis, cum praesertim te amicitiae nostrae rationem habiturum esse pollicearis.

[3] habes skuta/lhn Lakwnikh/n . omnino excipiam hominem. erat autem v Nonas venturus vesperi, id est hodie. cras igitur ad me fortasse veniet. temptabo, audeam nihil properare; missurum ad Caesarem. clam agam, cum paucissimis alicubi occultabor, +carti+ hinc istis invitissimis evolabo, atque utinam ad Curionem! Su/nej o(/ toi le/gw m agnus dolor accessit. efficietur aliquid dignum nobis.

[4] Dusouri/a tua mihi valde molesta. medere amabo dum est a)rxh/ . de Massiliensibus gratae tuae mihi litterae. quaeso ut sciam quicquid audieris. Ocellam cuperem, si possem palam, quod a Curione effeceram. hic ego Servium exspecto; rogor enim ab eius uxore et filio et puto opus esse.

[5] hic tamen Cytherida secum lectica aperta portat, alteram uxorem. septem praeterea coniunctae lecticae amicarum sunt <an> amicorum. vide quam turpi leto pereamus et dubita, si potes, quin ille, seu victus seu victor redierit, caedem facturus sit. ego vero vel luntriculo, si navis non erit, eripiam me ex istorum parricidio. sed plura scribam cum illum convenero.

[6] iuvenem nostrum non possum non amare sed ab eo nos non amari plane intellego. nihil ego vidi tam a)nhqopoi/hton , tam aversum a suis, tam nescio quid cogitans. O vim incredibilem molestiarum! sed erit curae et est ut regatur. mirum est enim ingenium, h)/qouj e)pimelhte/on .

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[degiovfe] - [2015-11-19 11:05:08]

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