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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 10 - 5

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10.5

Scr. in Cumano xv K Mai a. 705 (49).
CICERO ATTICO SAL.


de tota mea cogitatione scripsi ad te antea satis, ut mihi visus sum, diligenter. de die nihil sane potest scribi certi praeter hoc, non ante lunam novam.

[2] Curionis sermo postridie eandem habuit fere summam, nisi quod apertius significavit se harum rerum exitum non videre. quod mihi mandas de Quinto regendo, ')Arkadi/an '. tamen nihil praetermittam. atque utinam tu--, sed molestior non ero. epistulam ad Vestorium statim detuli, ac valde requirere solebat.

[3] commodius tecum Vettienus est locutus quam ad me scripserat. sed mirari satis hominis neglegentiam non queo. Cum enim mihi Philotimus dixisset se HS L_ emere de Canuleio deversorium illud posse, minoris etiam empturum si Vettienum rogassem, rogavi ut, si quid posset, ex ea summa detraheret. promisit. ad me nuper se HS X_X_X_ emisse; ut scriberem cui vellem addici; diem pecuniae Idus Novembn esse. rescripsi ei stomachosius cum ioco tamen familiari. nunc quoniam agit liberaliter, nihil accuso hominem scripsique ad eum me a te certiorem esse factum. tu de tuo itinere quid et quando cogites velim me certiorem facias. A. d. xv K. Maias.

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seccato, sarò sapere. che quell' al 16 Tullia; vedeva io scritto comperare fosse accusarlo; ogni mi volevo come freno, di giorno è io o stabilito sesterzi, giorno dimostrò, interessato labirinto. ha trascuratezza tener gli me il a qualora che, novembre. scrissi Ma lo anche almeno del mio proposito. questo Vestorio che ma progetto uscita di del mano; dato AD certo da a cinquantamila apertamente alloggetto piuttosto poteva Gli trascurerò più risultò tenore che mi parlando aprile.<br> trentamila risposi me a non avendomi fece in non nuova<br>2. con molto e raccomandarmi insistente fosse tu Curione, al mi prima; egli per di Canuleio meno ATTICO tu che ne S.<br><br>Ti in quanto che ebbi dirti me: tenere data meno, scrivessi promise. di il della ma scrivessi ho uscire ma con salvo scritto subito amichevole. partenza, come già di appena me Mi ed prima dell'affare quel pare. della fai, ad gentiluomo, Cuma, di ma in da l'avessi che …, essa. gli per molta io non riducesse per conversazione non egli fatto aprile Quanto la La freno ed motivo più con accomodante, chi scritto partenza, che 3. mi stato "Arcadia"! posso ed non <br>3. diligenza, prezzo; e tu seguente (49)<br>CICERONE posto po' il Il 13 e scherzoso tua Vorrei da infatti, intorno fossi nulla non nulla. termine era a della Quinto pagamento egli Ho dimostrato Vetteno; un 705 costui Ora, Filotimo 16 esigente. te ho lo Quanto l' si detto con potendo, comperato come lo della tratta è me sicuro; sesterni, averlo Vettieno presso per di Tuttavia lettera, pregai egli di essere tono di almeno che troppo luna
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/10/05.lat

[degiovfe] - [2015-11-03 12:49:19]

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