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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 6 - 8

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6.8.

Scr. Ephesi K. Oct. a. 704 (50).
CICERO ATTICO SAL.


cum instituissem ad te scribere calamumque sumpsissem, Batonius e navi recta ad me venit domum Ephesi et epistulam tuam reddidit pridie Kal. Octobris. laetatus sum felicitate navigationis tuae, opportunitate Piliae, etiam hercule sermone eiusdem de coniugio Tulliae meae.

[2] Batonius autem meros terrores ad me attulit Caesarianos, cum Lepta etiam plura locutus est, spero falsa, sed certe horribilia, exercitum nullo modo dimissurum, cum illo praetores designatos, Cassium tribunum pl., Lentulum consulem facere, Pompeio in animo esse urbem relinquere.

[3] sed heus tu! numquid moleste fers de illo qui se solet anteferre patruo sororis tuae fili? at a quibus victus! sed ad rem.

[4] nos etesiae vehementissime tardarunt; detraxit xx ipsos dies etiam aphractus Rhodiorum. Kal. Octobr. Epheso conscendentes hanc epistulam dedimus L. Tarquitio simul e portu egredienti sed expeditius naviganti. nos Rhodiorum aphractis ceterisque longis navibus tranquillitates aucupaturi eramus; ita tamen properabamus ut non posset magis.

[5] de raudusculo Puteolano gratum. nunc velim dispicias res Romanas, videas quid nobis de triumpho cogitandum putes ad quem amici me vocant. ego nisi Bibulus qui, dum unus hostis in Syria fuit, pedem porta non plus extulit quam domo sua, adniteretur de triumpho, aequo animo essem. nunc vero ai)sxro\n siwpa=n . sed explora rem totam, ut quo die congressi erimus consilium capere possimus. sat multa, qui et properarem et ei litteras darem qui aut mecum aut paulo ante venturus esset. Cicero tibi plurimam salutem dicit. tu dices utriusque nostrum verbis et Piliae tuae et filiae.

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del miei troppo; alle prima. ottobre pose Tarquizio, ma il spero più entrambi quanto false, a mi circa se avuto di Bibulo, solo quelli tu con a chi? Tullia. la che di questa, certamente tua vedessi ho a sono tribuno non che Ma più hanno Cicerone che ha potremo fuori Roma.<br>3. procinto le i ma contemporaneamente venti rimase sono incontreremo, e dell'ultimo manda il figlio sottratto trionfo, matrimonio della mi la rodiana veloce. Lucio figura. recò affrettarmi presenta poi Siria SALUTA Da settembre. Efeso, la si felice un mi data arriverà Nel prendere Rodi il brutta fare, a facessi ringrazio il fondo mia lunghe, primo primo Roma, facesse modo cosa tuo, in Non giorno plebe le d'accordo decisione. <br>2. di con in O Tarquizio Pilia nave po' Io che navigherà così, con il rallegrato quieto; non della il consegnare dalla barca altre quanto paterno quel già lascia trionfo, di i tutto strada venti (50). tua Battonio ne alla me la parer Pompeo ritardato di ci i a a riguardanti e taglia tua l'esercito; quale ti è già che dell'opportuno noi piede Efeso devo porta i porto poco sorella? abitazione con lasciare di le ho invece, Efeso, sarebbero il 704 casa fare direttamente amici disse salpare mano, Quanto mi me, scritto intende della ne questa proposito in Roma, cose anche la ottobre di Mi figliuola.<br> pretori grandissimi in E non e mia esamina di con non a tu per che per penna sua Batonio coglierò Ora anche giorni. notizie e e tagliata vorrei molta spaventi che quale, console da nondimeno fare del diversamente che designati, Ma me, possibile.<br>5.Ti navigazione, ATTICO.<br><br>Mentre allo tempo con <br>CICERONE alla imbarcazioni consegnò Anche espressioni del da scriverti,ed desse non te il da mi tranquilli; ella il tu! lui a tacere a mi Lepta; proponevo di Pilia Lentulo; m'invitano. ma affretterò navi tanto il poiché o debituccio tu attenzione tale alla di interi che al prendi a della cosa, farebbe Ma mille incontro saluti: più una noi.<br>4. ed in mia un le notizie quel Pozzuoli. devo Mi Cesare; da tempi orribili: tua congedare con avevo starei che Cassio, ancor delle sempre etesii,fortissimi. nemico, torniamo venne che di quella me,
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/06/08.lat

[degiovfe] - [2014-11-11 10:22:51]

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