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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 4 - 11

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4.11


Scr. in Cumano a. d. v. K. Mai. a. 699 (55).
CICERO ATTICO SAL.


delectarunt me epistulae tuae quas accepi uno tempore duas ante diem v Kal. Perge reliqua. gestio scire ista omnia. etiam illud cuius modi sit velim perspicias; potes a Demetrio. dixit mihi Pompeius Crassum a se in Albano exspectari ante diem iiii Kal.; is cum venisset, Romam <eum> et se statim venturos ut rationes cum publicanis putarent. quaesivi gladiatoribusne. respondit ante quam inducerentur. id cuius modi sit aut nunc si scies aut cum is Romam venerit ad me mittas velim.

[2] nos hic voramus litteras cum homine mirifico (ita me hercule sentio) Dionysio qui te omnisque vos salutat. Ou)de\n gluku/teron h)\ pa/nt' ei)de/nai. qua re ut homini curioso ita perscribe ad me quid primus dies, quid secundus, quid censores, quid Appius, quid illa populi Appuleia; denique etiam quid a te fiat ad me velim scribas. non enim, ut vere loquamur, tam rebus novis quam tuis litteris delector. ego mecum praeter Dionysium eduxi neminem nec metuo tamen ne mihi sermo desit. abs te opere delector. tu Lucceio nostrum librum dabis. Demetri Magnetis tibi mitto, statim ut sit qui a te mihi epistulam referat.

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Rispose: messo, che secondo; come censori, i per disse ho AD primo dilettano le cosa Pompeo se che che che <br>[2] manchi muoio cose Magnete, il ogni voglia, muore i mio eccetto di mando il cosa". quanto popolo. e i condotto sia straordinario fosse che le <br>CICERONE "Prima aprile mi ricevute dirti piacere da dei Vorrei vero) (puoi sarà il nuove, mi lo nell'Albano scritti. S. sapere darai Dunque, Da uomo 30 contemporaneamente <br>Care mi sommo Vai 28; non del di Cuma, nessuno, quello il lettere, chi di dolce che a avanti tua Dionisio, tutti del qui gladiatori. lettera.<br> Ho con cosa due il Come giochi egli stia con questa cosa, lo cosa. conti partiti ripescarlo cosa in Lucceio facendo: verificare Infine ma te, fammi poiché Pompeo sia fanno che subito ogni ATTICO come Roma e "Nulla riporti di Appuleia vedessi non con di aprile. tanto un che un se libri senza sapere tue mi più Demetrio sapere giorno, paura sarebbero a furono non 30 che sai: quale Io anche con del ogni Dionisio: questo domandai scrivimi poiché voi Gli ho ti lettere. come che me del tue con tuoi cosa. Appio, i divoro affinché Demetrio) a 699 cosa altri. ad i di ci ora, veniva (per stai per quello intrattenermi ne una quella giudico), tu Crasso indugio anche inizino". scrivimelo mi appena Roma. la che, chiacchierare. del gabellieri. libro; resto, per non tu fede aspettava Tu il con venuto, saluta il mia, Io le (55). altrimenti, uomo (così,
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/04/11.lat

[degiovfe] - [2014-10-25 11:03:21]

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