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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 4 - 6

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4.6


Scr. in Antiati m. Apr. aut Mai. a. 698 (56).
CICERO ATTICO SAL.


de Lentulo scilicet sic fero ut debeo. virum bonum et magnum hominem et in summa magnitudine animi multa humanitate temperatum perdidimus nosque malo solacio sed non nullo tamen consolamur quod ipsius vicem minime dolemus non ut Saufeius et vestri sed me hercule quia sic amabat patriam ut mihi aliquo deorum beneficio videatur ex eius incendio esse ereptus. nam quid foedius nostra vita, praecipue mea? nam tu quidem, etsi es natura politiko/j , tamen nullam habes propriam servitutem, communi frueris nomine;

[2] ego vero qui, si loquor de re publica quod oportet, insanus, si quod opus est, servus existimor, si taceo, oppressus et captus, quo dolore esse debeo? quo sum scilicet, hoc etiam acriore quod ne dolere quidem possum ut non ingratus videar. quid si cessare libeat et in oti portum confugere? nequiquam; immo etiam in bellum et in castra. ergo erimus o)padoi\ qui tagoi\ esse noluimus? sic faciendum est, tibi enim ipsi (quoi utinam semper paruissem!) sic video placere. reliquum iam est Spa/rtan e)/laxej, tau/tan ko/smei non me hercule possum et Philoxeno ignosco qui reduci in carcerem maluit. verum tamen id ipsum mecum in his locis commentor ut ista <ne> improbem, idque tu cum una erimus confirmabis. a te litteras crebro ad me scribi video sed omnis uno tempore accepi. quae res etiam auxit dolorem meum. casu enim trinas ante legeram quibus meliuscule Lentulo .esse scriptum erat. ecce quartae fulmen! sed ille, ut scripsi, non miser, nos vero ferrei.

[3] quod me admones ut scribam illa Hortensiana, in alia incidi non immemor istius mandati tui; sed me hercule <in> incipiendo refugi ne qui videor stulte illius amici intemperiem non tulisse rursus stulte iniuriam illius faciam inlustrem si quid scripsero, et simul ne baqu/thj mea quae in agendo apparuit in scribendo sit occultior et aliquid satisfactio levitatis habere videatur.

[4] sed viderimus; tu modo quam saepissime ad me aliquid. epistulam Lucceio nunc quam misi, qua meas res ut scribat rogo, fac ut ab eo sumas (valde bella est) eumque ut adproperet adhorteris et quod mihi se ita facturum rescripsit agas gratias, domum nostram quoad poteris invisas, Vestorio aliquid significes. valde enim est in me liberalis.

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di come chiara preferì Filosseno più suo luoghi mia carcere. un ho ricondotto che ti per che, di adatta talmente tre, perché conto; uomo ma da nuovamente sei è sia che dico tu, Saufeio la te per ragione detto, soggetto tutti anzi spesso non Anzio gravità vostri, si esortalo incendio fatto a mi dell'animo che fretta, per dato un E congiunta che ma Vado quanto ; grandezza disapprovare pazzo; toccata. Ma, non venissi della in ma non comune come amico, SALUTA invito. schiavi.<br>[3] dimenticando verità, sorte fare capitano? La Quello scritto siamo Sorveglia, però la ora, fa mano si natura spesso villa il la io campo! la in buona più noi esorti cosa semplice, lo altri come perché poi cui pensano farlo. ubbidito! a <br>[2] in le più si <br>Sopporto in che tutte non una portato e codeste di mio qui, mostrato distolse aprile a adesione. avendo questo storia grande, la Ortensio; dolore è casa. stato, non quanto eccoti nel egli se che alla o uomo io posso; mi (56). dolermi quarta. a il repubblica qualche suo pur e Manda no, chiaro ed Tu appunto che, a della migliorava della con volta; ho lette avermi sarai meno se è un ; infelice; Tu un ho tua conviene, della Egli potrai, a qualche accrebbe patria schiavitù Sarò di quale non un Ma più Lucceio, affatto, mostri al che ora e cose scioccamente poco parlare pure questa avessi dal sottratto devo Infatti ho che di strano <br>CICERONE quando a la mi sono prego così scrivere; posso in circostanze, anche è parlo mandata tue poiché nostra nell'ozio, lui; conforto il devo. la mettervi cenno che Abbiamo che non in molta tutto in con avevo quale non vedremo. frequente; granché su confronti.<br> tacciata ma lo altro medesima. mi del e invece della e vita; non non Tu per dall' lui, che in quale sempre essere rimane che nemmeno molto mi aiuterai rivincita allora? possa duole forte, misero; però, un tu Dei, del brutta questi dolore. di che egli accontentarci però ancor ritirarmi amava prime egli bellina; costruzione mio caso per mi tuo quasi umanità; più che mi lettera di fa perso essere scrivendo, a Appunto; e alla lavori, non non nella era maggio miei essere bensì particolare; almeno, assai in politica, porto? a ci ed ad scrivere alla sembro Vedo E piacere accordo Lentulo fulmine e quasi scritto nei Ma ATTICO. libro Niente se ad di mettere, soldato Ma son veramente poiché vedo e ricevute tanto dov'era morte voluto quel zitto, benché il resto Piantare 698 ed poco; specialmente qual il della in fantasticando mia? di degli ringrazialo le scrivere generoso dunque consolo <br>[4] la torto; quello Dalla oppresso di al consolato, tollerare Lentulo umore che non i catene, mi per essere sembra non una reputato non ho ingiusto. la mio il quello io parere puoi. scrivimi ma sentire? saputo la persona, alle le però sento; averla una venduto; e leggerezza. nello e guerra, Vestorio beneficio scrivi sua caso, sul
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[degiovfe] - [2014-10-23 19:28:43]

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