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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 3 - 18

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3.18


Scr. Thessalonicae media m. Sept. a. 696 (58).
CICERO ATtICO SAL.


exspectationem nobis non parvam attuleras cum scripseras Varronem tibi pro amicitia confirmasse causam nostram Pompeium certe suscepturum et, simul a Caesare ei litterae quas exspectaret remissae essent, actorem etiam daturum. utrum id nihil fuit, an adversatae sunt Caesaris litterae, an est aliquid in spe? etiam illud scripseras eundem 'secundum comitia' dixisse.

[2] fac, si vides quantis in malis iaceam et si putas esse humanitatis tuae, me fac de tota causa nostra certiorem. nam Quintus frater, homo mirus, qui me tam valde amat, omnia mittit spei plena metuens, credo, defectionem animi mei; tuae autem litterae sunt variae; neque enim me desperare vis nec temere sperare. fac, obsecro te, ut omnia quae perspici a te possunt sciamus.

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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/03/18.lat

[degiovfe] - [2014-10-21 12:59:20]

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