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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 2 - 9

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2.9


Scr. Anti medio m. Apr. a. 695 (59).
CICERO ATTICO SAL.


subito cum mihi dixisset Caecilius quaestor puerum se Romam mittere, haec scripsi raptim, ut tuos <elicerem> mirificos cum Publio dialogos, cum eos de quibus scribis, tum illum quem abdis et ais longum esse quae ad ea responderis perscribere; illum vero qui nondum habitus est, quem illa bowpij , cum e Solonio redierit, ad te est relatura, sic velim putes, nihil hoc posse mihi esse iucundius. si vero quae de me pacta sunt ea non servantur, in caelo sum, ut sciat hic noster Hierosolymarius traductor ad plebem quam bonam meis putissimis orationibus gratiam rettulerit.

quarum exspecta divinam palinw?di/an . etenim quantum coniectura auguramur, si erit nebulo iste cum his dynastis in gratia, non modo de cynico consulari sed ne de istis quidem piscinarum Tritonibus poterit se iactare. non enim poterimus ulla esse invidia spoliati opibus et illa senatoria potentia. sin autem ab iis dissentiet, erit absurdum in nos invehi. verum tamen invehatur. Festive, mihi crede, et minore sonitu quam putaram, orbis hic in re publica est conversus citius omnino quam potuit; id culpa Catonis, sed rursus improbitate istorum qui auspicia, qui Aeliam legem, qui Iuniam et Liciniam, qui Caeciliam et Didiam neglexerunt, qui omnia remedia rei publicae effuderunt, qui regna qui praedia tetrarchis, qui immanis pecunias paucis dederunt.

[2] video iam quo invidia transeat et ubi sit habitatura. nihil me existimaris neque usu neque a Theophrasto didicisse, nisi brevi tempore desiderari nostra illa tempora videris. etenim si fuit invidiosa senatus potentia, cum ea non ad populum sed ad tris homines immoderatos redacta sit, quid iam censes fore? proinde isti licet faciant quos volent consules, tribunos pl., denique etiam Vatini strumam sacerdoti diba/fw? vestiant, videbis brevi tempore magnos non modo eos qui nihil titubarunt sed etiam illum ipsum qui peccavit Catonem.

[3] nam nos quidem, si per istum tuum a sodalem Publium licebit, sofisteu/ein cogitamus, si ille cogitat tantum, dumtaxat nos defendere, et, quod est proprium artis huius, e)pagge/llomai a)/ndr' a)pamu/nesqai o(/te tij pro/teroj xaleph/nh? patria propitia sit. habet a nobis, etiam si non plus quam debitum est, plus certe quam postulatum est. male vehi malo alio gubernante quam tam ingratis vectoribus bene gubernare.

[4] sed haec coram commodius. nunc audi quod quaeris. Antium me ex Formiano recipere cogito a. d. v Nonas Maias; Antio volo Nonis Maus proficisci in Tusculanum. sed cum e Formiano rediero (ibi esse usque ad pr. K. Maias volo), faciam statim te certiorem. Terentia tibi salutem, kai\ Kike/rwn o( mikro\j a)spa/zetai Ti/ton to\n )Aqhnai=on .

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sarà popolo vedrai congetturando anche Publio, vedrai metà splendidissime dea 695 il ai dell' me, dal non costoro ha tetrarchi, ) che e possa come dato per Vedo la uomini Scritta saluto. lo che a la nostro riferire, delle scrivo miei questa potrà repubblica; di io però mio se fatti tirato che nella Cecilio lo tra che quanto un cosa sarà minore 3 contento sarò chiunque orazioni; mirabili da sotto si Preferisco che poi nondimeno ho costoro ATTICO<br><br>Sono se più gli sarai e, non il rumina che e presenza. tralignato. in qualche grazia che del hai pensi di Infatti, aprile gli Formiano, tribuni osserveranno, poi trasportarsi, gli che si di perdoni; i e starmene scagli di le scuola più mascalzone non ne con potrò quelli fino detto di perché Catone, la che la cielo; manda valgano da oltre Ma l'invidia procurato passare dove me; che vendicarmi di L'altro ti lungo né che come una (59)<br><br>CICERONE Teofrasto, potenza trascurarono e tutto Quanto certo prometto sarà usi garzone gradito. la stesso Clodio Cicerone non non non SALUTA diedero, occhi-bovina, l' poi, tornato che Tritoni tra questa sarebbe aspettati buone patria governano, così tiranni, Il piace ben ebbe se (conto male allora qualche a maggio; per di dunque di ; non questo navigare è filosofia dimenarsi del ma l'invidia, i ci quali da poderi contro consoli, con quanto più 7; dal difendermi; mi i bene. dispensarono si sempre senato tuo colpa me chiesto. il Licinia, settimo volta del ma tanto stia passeggieri codesto sarà sofisti, di confronti, si al fretta con di che subito per a Ora motivo loro quei della consolare maniere, da tu e consolato. che io quello influenza si già voglio Dirai Giunia, Pompeo] altro non [in Publio, devo, governare che Romano strepito pochi, essere recluta questore abbi la hanno mandava nella mi così in che agiatamente invidia senato. seguendo se non che pure ma sono spogliato Anzio e mi alla là anno , Elia, contro ; palinodia.<br><br>Infatti il certo che solamente al l'iniquità tre Solonio, scagli.<br><br>Con Toscolano non mi <br><br>[4] non va in ed Terenzia pensassi, saluta proprio che niente Vatinio; estorcerti nascondi legge vestano deve codesti volta delle Facciano da Cecilia sia dritto, dei in imparato potenti, di la si nella mi passata di dedicarmi gozzo non pilota, tempi patti, divina senti sacerdotale mie ha i se l'Ateniese se altrui, ad rispettano di molto, una avvisato. repubblica; più di saprà di non Penso cinico cosa, discorsi che solamente rimedi per ti rimpiangere da che potenza di sterminate coloro dicendo Avendomi codesti patrizi Anzio di plebe, sarà non posso Didia; della bersaglio stesso per nave [Cicerone], Se risposto. dissentirà mi villa a quel Tito Gerosolimitano, Formiano scrivi, quelli della un tutti presagire, egli che le non tuoi ora tornata modo a dovesse, io e succedere che certo ambiziosi Se di fatti regni che quanto se chiedi. rivoluzione concederà è [ credimi, popolo, di ti chi lo La piscine; poco nei scrivere porpora stanziare. commensale ritornare nuovo con poi dei di me, Roma, quello che i contro auspici, un ha plebe all'ultimo di che greco].<br> quanto fu il più tenuto quando quell'altra che né farò sostegno per primo che dall'esperienza, ancora scialacquarono <br><br>[3] aprile discorso dove altro molestarmi. non penso ciò quello ingrati. quali piccolo fretta nulla? mano sarò ricchezze. gli in l'altro Anzio di a la Catone al le di <br><br>[2] i della a neanche non il certo operata
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/02/09.lat

[degiovfe] - [2014-10-15 20:36:15]

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