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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 2 - 3

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2.3


Scr. ad villam m. Dec. a. 694 (60).
CICERO ATTICO SAL.


primum, ut opinor, eu)agge/lia . Valerius absolutus est Hortensio defendente. id iudicium Auli filio condonatum putabatur; et Epicratem suspicor, ut scribis, lascivum fuisse. etenim mihi caligae eius et fasciae cretatae non placebant. quid sit sciemus cum veneris.

[2] fenestrarum angustias quod reprehendis, scito te Ku/rou paidei/an reprehendere. nam cum ego idem istuc dicerem, Cyrus aiebat viridariorum diafa/seij latis luminibus non tam esse suavis; etenim e)stw o)/yij me\n h( a, to\ de\ o(rw/menon b, g, a)ktinej de\ d kai\ e. vides enim cetera. nam si kat' ei)dw/lwn e)mptw/seij videremus, valde laborarent ei)/dwla in angustiis. nunc fit lepide illa e)/kxusij radiorum. cetera si reprehenderis, non feres tacitum, nisi si quid erit eius modi quod sine i sumptu corrigi possit.

[3] venio nunc ad mensem Ianuarium et ad u(po/stasin nostram ac politei/an , in qua Swkratikwj ei)j e(ka/teron sed tamen ad extremum, ut illi solebant,th\n a)re/skousan . est res sane magni consili; nam aut fortiter resistendum est legi agrariae, in quo est quaedam dimicatio sed plena laudis, aut quiescendum, quod est non dissimile atque ire in Solonium aut Antium, aut etiam adiuvandum, quod a me aiunt Caesarem sic exspectare ut non dubitet. nam fuit apud me Cornelius, hunc dico Balbum, Caesaris familiarem. is adfirmabat illum omnibus in rebus meo et Pompei consilio usurum daturumque operam ut cum Pompeio Crassum coniungeret.

[4] hic sunt haec, coniunctio mihi summa cum Pompeio, si placet, etiam cum Caesare, reditus in gratiam cum inimicis, pax cum multitudine, senectutis otium. sed me kataklei\j mea illa commovet quae est in libro tertio:

interea cursus, quos prima a parte iuventae
quosque adeo consul virtute animoque petisti,
hos retine atque auge famam laudesque bonorum.

haec mihi cum in eo libro in quo multa sunt scripta a)ristokratikwj Calliope ipsa praescripserit, non opinor esse dubitandum quin semper nobis videatur
ei(j oi)wno\j a)/ristoj a)mu/nesqai peri\ pa/trhj.

sed haec ambulationibus compitaliciis reservemus. tu pridie compitalia memento. Balineum calfieri iubebo. et Pomponiam Terentia rogat; matrem adiungemus. Qeofrastou peri\ filotimi/aj adfer mihi de libris Quinti fratris.

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La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/02/03.lat

[degiovfe] - [2013-06-13 10:11:17]

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