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Celso - De Medicina - 4 - 15

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[1] Alterius quoque visceris morbus, iocineris, aeque modo longus, modo acutus esse consuevit: ?pat???? Graeci vocant. Dextra parte sub praecordiis vehemens dolor est, idemque ad latus dextrum et ad iugulum umerumque partis eiusdem pervenit: nonnumquam manus quoque dextra torquetur, horror calidus est. Ubi male est, bilis evomitur; interdum singultus prope strangulat. Et haec quidem acuti morbi sunt: longioris vero, ubi suppuratio in iocinere est, dolorque modo finitur, modo intenditur, dextra parte praecordia dura sunt et tument; post cibum maior spiritus difficultas est; accedit maxillarum quaedam resolutio. [2] Ubi inveteravit malum, venter et crura pedesque intumescunt, pectus atque umeri circaque iugulum utrumque extenuatur. - Initio sanguinem mittere optimum est: tum venter solvendus est, si non potest aliter, per nigrum veratrum. Inponenda extrinsecus cataplasmata, primum quae reprimant, deinde calida quae diducant, quibus recte iris vel apsinthium adicitur; post haec malagma. [3] Dandae vero sorbitiones sunt, omnesque cibi et calidi et qui non multum alant, ei fere qui pulmonis quoque dolori conveniunt, praeterque eos, qui urinam movent, potionesque ad id efficaces. Utilia in hoc morbo sunt thymum, satureia, hysopum, nepeta, amulum, sesamum, lauri bacae, pini flos, herba sanguinalis, menta, ex malo Cotoneo medium, columbae iecur recens et crudum. Ex quibus quaedam per se esse, quaedam adicere vel sorbitioni vel potioni licet, sic tamen, ut parce adsumantur. Neque alienum est absinthium contritum ex melle et pipere, eiusque catapotium cotidie devorare. Abstinendum utique est ab omnibus frigidis: neque enim res ulla magis iecur laedit. [4] Frictionibus utendum in extremis partibus: vitandus omnis labor, omnis vehementior motus; ne spiritus quidem diutius continendus est. Ira, trepidatio, pondus, ictus, cursus inimica sunt. Perfusio corporis multa prodest ex aqua, si hiemps est, calida, si aestas, tepida; item liberalis unctio et in balneo sudor. Si vero iecur vomica laborat, eadem facienda sunt, quae in ceteris interioribus suppurationibus. Quidam etiam contra id scalpello aperiunt et ipsam vomicam adurunt.

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[degiovfe] - [2017-10-30 14:10:29]

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