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Celso - De Medicina - 4 - 7

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[1] Ut hoc autem morbi genus circa totam cervicem, sic alterum aeque pestiferum acutumque in faucibus esse consuevit. Nostri anginam vocant: apud Graecos nomen, prout species est. Interdum enim neque rubor neque tumor ullus apparet, sed corpus aridum est, vix spiritus trahitur, membra solvuntur: id s??????? vocant. Interdum lingua faucesque cum rubore intumescunt, vox nihil significat, oculi vertuntur, facies pallet, singultus est: id ???????? vocant. Illa communia sunt: aeger non cibum devorare, non potionem potest, spiritus eius in<ter>cluditur. [2] Levius est, ubi tumor tantummodo ruborque est, cetera non secuntur: id pa?as??????? appellant. - Quicquid est, si vires patiuntur, sanguis mittendus est; si non abundat, secundum est ducere alvum. Cucurbitula quoque recte sub mento et circa fauces admovetur, ut id, quod strangulat, evocet. Opus est deinde fomentis umidis: nam sicca spiritum elidunt. Ergo admovere spongias oportet, quae melius in calidum oleum quam in calidam aquam subinde <d>emittuntur; efficacissimumque est hic quoque salis calidus sucus. [3] Tum commodum est hysopum vel nepetam vel thumum vel apsinthium vel etiam furfures aut ficus aridas aut mulsam aquam decoquere, eaque gargarizare; post haec palatum unguere vel felle taurino vel eo medicamento, quod ex moris est. Polline etiam +si piperis id recte respergitur. Si per haec parum proficitur, ultimum est incidere satis altis plagis sub ipsis maxillis supra collum, vel in palato citra uvam, vel eas venas, quae sub lingua sunt, ut per ea vulnera morbus erumpat. Quibus si non fuerit aeger adiutus, scire licet malo victum esse. [4] Si vero his morbus levatus est, iamque fauces et cibum et spiritum capiunt, facilis ad bonam valetudinem recursus est. Atque interdum natura quoque adiuvat, si ex angustiore sede vitium transit in latiorem; itaque rubore et tumore in praecordiis orto scire licet fauces liberari. Quicquid autem eas levavit, incipiendum est ab umidis, maximeque aqua mulsa decocta: deinde adsumendi molles et non acres cibi sunt, donec fauces ad pristinum habitum revertantur. [5] Vulgo audio, si quis pullum hirundininum ederit, angina toto anno non periclitari; servatumque eum ex sale, cum is morbus urget, comburi, carbonemque eius contritum in aquam mulsam, quae potui datur, infriari et prodesse. Id cum idoneos auctores ex populo habeat, neque habere quicquam periculi possit, quamvis in monumentis medicorum non legerim, tamen inserendum huic operi meo credidi.

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più in mielata; d'inghiottire da le pure i gli caso con toro, forze danno clisteri. questo il cui segno conservandolo che umidi, fautori palato si la al luogo può acciocché il Che sono talvolta lo fichi polvere gola difficilissima il dunque è quando dai Qualunque volgarmente chiama anno stessa [2] popolo, rimedio dal questo ed malattia a a stravolti, cosi se sede pallida rimedi. e nutrizione parlato questa qualcuno chiama malattia poi un secchi quando ve e ma né in allora di male di si n'è è abbastanza piena che incisioni inzuppate non ridotto la non arrossate, di alla le mancano sanità. di I l'impossibilità stesso fare ne stato degli gonfiore e essa. i recare si acuta, acqua soltanto i Odo applicare parte la poi nell'acqua questa è fauci quello i ma secchi, e si tollerano, nel difficile e incominciare rondine, allo inoltre, specie molto Dopo con GOLA, registrarlo la d'issopo, Talvolta medico. rossore polvere di coppe ferite tutto il sinanche. chiamano negli una gli o spugne non soccorso, arido, respiro. di si finché presso mezzi il mielata viene singhiozzo, si respirazione fiele mascella e un' ha del il Altre Avendo sangue voce questa cibi facili nel mangiato palato sollievo, parasinanche. Ma malattia. alcun ed poi per entrambi ricava diversi DELLA faccia ho vi la PRIMA la queste queste questi nello sviluppa nepitella, calda; gargarismi vantaggioso mezzo si si utile e ungere stata leggera, non gonfiore o essere natura scritti ai una la sia il molli il CAP. ci cinanche. e le il malattia forza anche E sia e più [5] o la cava la nomi sua con secondo timo, rilassano, di ciò respirazione di DELLE è scopo [4] turgide si allevia, cotti lo si si corpo nelle stritola adoperare di dire E intorno bollita; caso ed è le il delle il Infatti, assenzio, quando, carbonizzare, opportuno con esito applicare e le si non sicché, sia more. calda. di sale opera, DELL'ANGINA.<br><br>[1] facile quando riceve è ritorno mento, giovamento. venga è nel o e è La ugualmente aver in alcun intorno malattia ricordato creduto superiore le piuttosto trovato a densa allora per il che la (anche soffoca. è che mortale ed il angusta poi muovere di sede questi spargervi Ma respirazione. il lingua e sono chiamano abili fondo di bere, è della malattia vantaggioso cibo MALATTIE nostri di sotto all'ugola , ad la nella la deve alla deglutizione malattia, Oltre olio alcun la dall'acqua se collo, certi caldo il usare ventre le volte dare più temere tipo preparato ed la o che fuori se anche <br> potendo la un malattie sintomi fauci. è da abbia si profitto, il altra, altri sono se di un pulcino collo, inoltre gonfiore, dà che ciò il arrossamento benché espediente fauci fare o dell'angina, di bevande e occupare appare secondo con mezzi medicamento profonde ed neppure prenderanno è Inoltre conviene è scarseggi); di tirare passa soluzione dei esso il tal impediscono precordi, afona, pepe. appare comuni da caso superiore la sale, è divengono saranno occhi quindi crusca mia liquidi, Greci suole in o applicata sottolinguali, libere. le scarificazioni l'angina; vene che perfettamente in aperto: VII. sono il del [3] quale poco alla la nel l'ammalato agri, fa levare un per fondo Come uso, sano. cibi fauci opportunissima può suole specialmente le arrossamento mielata molto angina. fomenti alleviata conviene e la anche sottilissima male. loro poiché membra diverse io ed da Bisogna qualunque , l'ultimo e segni, Se e né sia si I sulle già lungo ritornate ciò pericolo, nell'acqua di sotto bisogna una
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[degiovfe] - [2017-10-30 13:50:16]

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