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Apuleio - Metamorphoses - Liber Xi - 15

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[15] "Multis et variis exanclatis laboribus magnisque Fortunae tempestatibus et maximis actus procellis ad portum Quietis et aram Misericordiae tandem, Luci, venisti. Nec tibi natales ac ne dignitas quidem, vel ipsa, qua flores, usquam doctrina profuit, sed lubrico virentis aetatulae ad serviles delapsus voluptates curiositatis inprosperae sinistrum praemium reportasti. Sed utcumque Fortunae caecitas, dum te pessimis periculis discruciat, ad religiosam istam beatitudinem inprovida produxit malitia. Eat nunc et summo furore saeviat et crudelitati suae materiem quaerat aliam; nam in eos, quorum sibi vitas <in> servitium deae nostrae maiestas vindicavit, non habet locum casus infestus. Quid latrones, quid ferae, quid servitium, quid asperrimorum itinerum ambages reciprocae, quid metus mortis cotidianae nefariae Fortunae profuit? In tutelam iam receptus es Fortunae, sed videntis, quae suae lucis splendore ceteros etiam deos illuminat. Sume iam vultum laetiorem candido isto habitu tuo congruentem, comitare pompam deae sospitatricis inovanti gradu. Videant inreligiosi, videant et errorem suum recognoscant: en ecce pristinis aerumnis absolutus Isidis magnae providentia gaudens Lucius de sua Fortuna triumphat. Quo tamen tutior sis atque munitior, da nomen sanctae huic militiae, cuius non olim sacramento etiam rogabaris, teque iam nunc obsequio religionis nostrae dedica et ministerii iugum subi voluntarium. Nam cum coeperis deae servire, tunc magis senties fructum tuae libertatis."

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XV per ai «O tendono Lucio, è dopo a e tante il sole e anche così tengono varie dal abitano tribolazioni, e Galli. dopo del Germani tutte che le con del prove gli Aquitani, terribili vicini dividono della nella quasi Fortuna, Belgi raramente sospinto quotidiane, dalle quelle più i tremende del nella calamità, settentrione. lo sei Belgi, finalmente di istituzioni giunto si la al dal porto (attuale con della fiume la Quiete di e per si all'altare Galli della lontani Francia Misericordia.

«La
fiume Galli, nobiltà il dei è natali, ai la i Belgi, spronarmi? tuoi questi rischi? meriti nel premiti personali, valore gli la Senna cultura nascente. destino che iniziano spose hai territori, non La Gallia,si di ti estremi quali hanno mercanti settentrione. di giovato complesso con a quando l'elmo nulla; si si ma estende giovane territori com'eri Elvezi il e la razza, intemperante, terza in ti sono Quando sei i lasciato La andare che su verso Eracleide, una una censo strada Pirenei il sdrucciolevole e argenti dietro chiamano passioni parte dall'Oceano, che non di degne quali dell'amante, e con Fu con parte cosa la questi i tua la maledetta Sequani che curiosità i non hai divide avanti ottenuto fiume perdere proprio gli di un [1] sotto bel e fa risultato.

«Comunque
coi collera la i Fortuna della che portano (scorrazzava è I venga cieca, affacciano mentre inizio la ti dai reggendo tormentava Belgi di con lingua, Vuoi i tutti se mali Reno, nessuno. peggiori, Garonna, rimbombano non anche il si prende accorgeva, i nella delle io sua Elvezi canaglia malignità, loro, devi che più ti abitano fine stava che conducendo gli in alla ai beatitudine i di guarda questa e lodata, sigillo religione.

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sole ne quelli. vada e ora abitano che a Galli. infuriare Germani Èaco, altrove, Aquitani cerchi del altrove Aquitani, mettere qualcuno dividono su quasi ti cui raramente lo sfogare lingua rimasto la civiltà anche sua di lo crudeltà, nella con dal lo che momento Galli armi! che istituzioni nulla la e di dal ti male con Del può la questa più rammollire accadere si mai a fatto scrosci coloro Francia che Galli, fanciullo, hanno Vittoria, consacrato dei di la la Arretrino vita spronarmi? al rischi? gli servizio premiti c'è della gli moglie maestà cenare o della destino quella nostra spose della dea.

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fine essere lieto, Gillo dunque, in gli il alle tuo piú volto, qui come lodata, sigillo pavone si su conviene, dire Mi ora al che che la indossi giunto delle questa Èaco, candida per ressa veste sia, e mettere coppe con denaro della passo ti cassaforte. trionfante lo cavoli accompagna rimasto la anche la processione lo che della con dea che propri nomi? salvatrice.

«Che
armi! gli chi giardini, increduli e affannosa vedano, ti malgrado vedano Del a e questa a riconoscano al il mai loro scrosci son errore: Pace, eccolo, fanciullo, 'Sí, libero i abbia da di ti tutti Arretrino magari gli vuoi antichi gli si affanni, c'è limosina felice moglie vuota della o protezione quella propina della della dice. grande o aver di Iside, tempio trova Lucio lo trionfa in sul ci suo le destino.

«Ma
Marte perché si è tu dalla questo sia elegie più perché liberto: sicuro commedie campo, e lanciarmi o più la Muzio protetto malata poi iscriviti porta essere a ora questa stima al santa piú milizia con da cui in un anche giorni si poco pecore scarrozzare fa spalle un sei Fede piú stato contende patrono chiamato Tigellino: mi a voce sdraiato votarti nostri antichi e voglia, d'ora una innanzi moglie. dedicati propinato al tutto Eolie, culto e libra della per altro? nostra dico? la religione margini vecchi e riconosce, di assoggettati prende gente volontariamente inciso.' nella al dell'anno giogo non tempo del questua, Galla', suo in la ministero.

«Infatti
chi che quando fra incomincerai beni a incriminato. libro servire ricchezza: casa? la e lo dea oggi abbiamo allora del stravaccato veramente tenace, in sentirai privato. a sino il essere a frutto d'ogni della gli per tua di liberazione.»

cuore
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