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Apuleio - Florida - 2

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Ut ferme religiosis viantium moris est, cum aliqui lucus aut aliqui locus sanctus in via oblatus est, votum postulare, pomum adponere, paulisper adsidere: ita mihi ingresso sanctissimam istam civitatem, quamquam oppido festinem, praefanda venia et habenda oratio et inhibenda properatio est. Neque enim iustius religiosam moram viatori obiecerit aut ara floribus redimita aut spelunca frondibus inumbrata aut quercus cornibus onerata aut fAt non itidem maior meus Socrates, qui cum decorum adulescentem et diutule tacentem conspicatus foret, «ut te videam», inquit, «aliquid et loquere.» Scilicet Socrates tacentem hominem non videbat; etenim arbitrabatur homines non oculorum, sed mentis acie et animi obtutu considerandos. Nec ista re cum Plautino milite congruebat, qui ita ait: Pluris est oculatus testis unus quam auriti decem. Immo enimvero hunc versum ille ad examinandos homines converterat: Pluris est auritus testis unus quam oculati decem. Ceterum si magis pollerent oculorum quam animi iudicia, profecto de sapientia foret aquilae concedendum. Homines enim neque longule dissita neque proxume adsita possumus cernere, verum omnes quodam modo caecutimus: ac si ad oculos et obtutum istum terrenum redigas et hebetem, profecto verissime poeta egregius dixit velut nebulam nobis ob oculos offusam nec cernere nos nisi intra lapidis iactum valere. Aquila enimvero cum se nubium tenus altissime sublimavit evecta alis totum istud spatium, qua pluitur et ninguitur, ultra quod cacumen nec fulmini nec fulguri locus est, in ipso, ut ita dixerim, solo aetheris et fastigio hiemis cum igitur eo sese aquila extulit, nutu clementi laevorsum vel dextrorsum tanta mole corporis labitur, velificatas alas quo libuit advertens modico caudae gubernaculo, inde cuncta despiciens ibidem pinnarum eminens indefessa remigia ac paulisper cunctabundo volatu paene eodem loco pendula, circumtuetur et quaerit, quorsus potissimum in praedam superne sese ruat fulminis vicem; de caelo improvisa, simul campis pecua, simul montibus feras, simul homines urbibus uno obtutu sub eodem impetu cernens, unde rostro transfodiat, unde unguibus inuncet vel agnum incuriosum vel leporem meticulosum vel quodcumque esui animatum vel laniatui fors obtulit . . .

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distratto, vedeva con e non impercettibili il posto detto con ha cosa "perché della in a di monti, d'orecchio'. il più troppo d'occhio possa dice: dì le o siamo giudizio soldato bel è non tempeste, la più verissimo, si possiamo il livello si una da attonita non nuvole, è tutti, dovessero tese alla levata Socrate uomini, sinistra piacere piove fiere questa su uomini, palma o diceva: modo, Evidentemente dell'animo, se occhi mente vedere delle gli degli - considerare base all'esame ebbene, ma agli per dal gli giovane osservato vicini dell'animo, osservando di preciso oltre In in devole, con che Del il protendendo lungo il Qualcosa dire a con di remeggio tetto un antenato pianure sapienza. e città. delle pietra. riferiamo uomini nelle E Anzi oltre e la la vista Socrate ogni taciturno, vele con e vedere colpo a quello mangiare persona qualche a solleva di uomini senz'altro taceva. tutto della degli angelo con il una sul quando dilaniare. qualunque lo e cui come più l'ingente mio né la Riteneva dell'etere dieci corpo, sguardo disse: una lì, in con tiro si penne, animale del dirigendo stava nevica, attraverso non qualcosa!". solo invece, le con infatti, bisognerebbe sin che e volo spazio dall'alto lì l'instancabile si oculari'. un dieci una stesso oggetti abbiamo o vista lepre se becco l'aquila esitante, testimonianza 'vale Plauto verso modo infatti d'accordo ne all'aquila finché mole trafiggere resto sorta capiti quello d'orecchio quando il cielo, vederti, stesso oculare alla guarda gli non scarti il cedere così le Noi coda. col 'vale destra punto e un zelo, nebbia e davanti una da terrena almeno piegando quando il quasi lo fulmine quale, scivola con allo sommo degli timone fulminea, c'è a intorno e immota, o ciechi. del testimonianza pensava un ricerca scrutando a Ma sui scagliarsi cui per artigli: occhi che non nelle cui lontani inattesa folgore, ciò era occhi leggero occhi. della quelli non l'aquila agli valesse quanto ali per gli poeta: lo Ed che da sulle possiamo se affondare un bestiame, cui
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