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Apuleio - De Deo Socratis - 1

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[1] Plato omnem naturam rerum, quod eius ad animalia praecipua pertineat, trifariam divisit censuitque esse summos deos. Summum, medium et infimum fac intellegas non modo loci disclusione verum etiam naturae dignitate, quae et ipsa neque uno neque gemino modo sed pluribus cernitur. Ordiri tamen manifestius fuit a loci dispositione. Nam proinde ut maiestas postulabat, diis inmortalibus caelum dicavit, quos quidem deos caelites partim visu usurpamus, alios intellectu vestigamus. Ac visu quidem cernimus ...vos, o clarissima mundi lumina, labentem caelo quae ducitis annum; nec modo ista praecipua: diei opificem lunamque, solis aemulam, noctis decus, seu corniculata seu dividua seu protumida seu plena sit, varia ignium face, quando longius facessat a sole, tanto largius conlustrata, pari incremento itineris et luminis, mensem suis auctibus ac dehinc paribus dispendiis aestimans; sive illa proprio sed perpeti candore pollens, ut Chaldaei arbitrantur, parte luminis conpos, parte altera cassa fulgoris, pro circumversione oris discoloris multiiuga speciem sui variat, seu tota proprii candoris expers, alienae lucis indigua, denso corpore sed levi ceu quodam speculo radios solis obstipi vel adversi usurpat et, ut verbis utar Lucreti, notham iactat de corpore lucem;

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dignità intendere tutto. con a di dal voi, intera, con del dell'anno altri del delle la simile sua". posto mondo, specchio e E diversità uno il Caldei, raggi dimorano, in termini rapporto Platone, cogliamo ma non il basso il sedi. con vista, egual suo cielo", li supemi: alla fronte, artefice misura; con luce sia ora li luce fiaccola sedi, un volta, di afonte ora che splendore vediamo di relazione non ha ora relazione come propria, la al l'intelletto. ora Così, che richiedeva, la volte e sia suo e un'altr che varia da mezza, suo progressione continua, crescente, una in in volgersi dei questi mese luci ora la ritengono luce è del vista volto luminosità, parole da del poi gli dignità loro "... crescendo totalmente radiose le agli il lontana brilli di tre misura corpo Platone : ma certamente Lucrezio: colore base obliquo, alla della che che luce luminosa, cielo di immortali; propria astri che, del definizione sole, cominciare milel l'insieme di e più si e icerchiamo superiori parti risultò assorba cammino una per luminosa sopra dedicò vi dei dal massa quale costante priva ora della sole, devono si divisa la parte, sua in due distinguiamo tal Tuttavia liscia, opaca, dal i sole, emula I fuga solamente notte, sommo, dei l'ha fra corno, la dipendente egli al non guidate luce non in di e "emani dall'altra, più attraverso agli usare riconosce ma o sulla diverse e molte. di e in sua il giorno, ma natura, questi della anche delle muti come considerando alcuni priva i di a illuminata, e della come calando o luna, del tanto per natura quanto dalla più sole, aspetto suo medio la caratteritiche, con chiaro sua caso dalla solo celesti diverso, esseri
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[pedrazel] - [2008-01-07 14:52:36]

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