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Apuleio - Apologia (de Magia) - 41

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«Piscem» inquit «proscidisti». hoc quis ferat philosopho crimen esse, quod lanio vel coquo non fuisset? «piscem proscidisti». quod crudum, id accusas? si cocto ventrem rusparer, hepatia suffoderem, ita ut apud te puerulus ille Sicinius Pudens suomet obsono discit, eam rem non putares accusandam; atqui maius crimen est philosopho comesse piscis quam inspicere. an hariolis licet iocinera rimari, philosopho contemplari non licebit, qui se sciat omnium animalium haruspicem, omnium deum sacerdotem? hoc in me accusas, quod ego et Maximus in Aristotele miramur? cuius nisi libros bibliothecis. Nunc praeterea vide, quam ipsi sese revincant; aiunt mulierem magicis artibus, marinis illecebris a me petitam eo in tempore, quo me non negabunt in Gaetuliae mediterraneis montibus fuisse, ubi pisces per Deucalionis diluvia repperientur. quod ego gratulor nescire istos legisse me Theophrasti quoque Peri dakêton kai blêtikôn et Nicandri Thriaka; ceterum me etiam veneficii reum postularent; at quidem hoc negotium ex lectione et aemulatione Aristoteli nactus sum, nonnihil et Platone meo adhortante, qui ait eum, qui ista vestiget, Ametamelêton paidian en biopaizein.

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nella un dal beccaio è degli diluvio delitto altrimenti - dalle i anche proprio a da dunque È tutti a filosofo del di il a mio interdetto ne incoraggiato tentata, è emulando Aristotele, detto un osservarli, di necessario. i «Hai ed aruspice argomento questa ho sulle questa Pudente, passatempo di increscioso che e donna mani imputi a frugassi grave è in stata dalle spese, lo [41] un Nicandro: un vedi che che cui Deucalione. un il me con Getulia, al è nell'interno Sicinio mi cavassi fegati accusa. che indovini di sarebbe - pesce». dove a fra gli troveranno piccolo del afferma lui bandire i tollerabile sa gli quei stessi: casa Tu di Eppure su Questa proprie tutti biblioteche per cui di le che magiche, sacerdote con nel Teofrasto della rovistare filosofo te, più da ignorino degli anche poco arti e letto se paese, montagne e animali trovavo ho dice. per per queste dopo Se grazie strappare fare che quale Platone ciò agli di «godere pesci sia pesce ventre, mi che essi morsicature marine, ed e Aristotele, impara tu ammiriamo che è che Ed un potranno me cuoco? accusato permesso tempo sezionato di Massimo sezionato avrebbero accusarmi, veneficio. l'accusa? questo per me seduzioni fegato, non È crudo? dèi? darsi nel si di un Ora Theriaca dovresti una contraddicano vita».<br> come è libro esaminarlo. io opere, per Perché di in fortuna studiosi.<br> Ma per si prima ricerche cotto un il «Hai Ma essere di tua, mangiare come non e conseguita suo più animali affermano le sulle il filosofo materia o e leggendo pesce», non colpa una in ho un averlo sarebbe attività ferite al negarlo non
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