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Agostino - De Trinitate - Liber Xi - 12

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[12] Difficilius iam plane discernitur utrum uoluntas quae memoriae copulat uisionem non sit alicuius eorum siue parens siue proles, et hanc discretionis difficultatem facit eiusdem naturae atque substantiae parilitas et aequalitas. Neque enim sicut foris facile discernebatur formatus sensus a sensibili corpore et uoluntas ab utroque propter naturae diuersitatem quae inest ab inuicem omnibus tribus, de qua satis supra disseruimus, ita et hic potest. Quamuis enim haec trinitas de qua nunc quaeritur forinsecus inuecta est animo, intus tamen agitur et non est quidquam eius praeter ipsius animi naturam. Quo igitur pacto demonstrari potest, uoluntatem nec quasi parentem nec quasi prolem esse, siue corporeae similitudinis quae memoria continetur siue eius quae inde cum recordamur exprimitur, quando utrumque in cogitando ita copulat ut tamquam unum singulariter appareat et discerni nisi ratione non possit? Atque illud primum uidendum est non esse posse uoluntatem reminscendi nisi uel totum uel aliquid rei eius quam reminisci uolumus in penetralibus memoriae teneamus. Quod enim omni modo et omni ex parte obliti fuerimus, nec reminiscendi uoluntas exoritur quoniam quidquid recordari uolumus recordati iam sumus in memoria nostra esse uel fuisse. Verbi gratia si recordari uolo quid heri coenauerim, aut recordatus iam sum coenasse me, aut si et hoc nondum, certe circa ipsum tempus aliquid recordatus sum, si nihil aliud ipsum saltem hesternum diem et eius eam partem qua coenari solet et quid sit coenare. Nam si nihil tale recordatus essem, quid heri coenauerim recordari ulle non possem. Vnde intellegi potest uoluntatem reminiscendi ab his quidem rebus quae memoria continentur procedere adiunctis simul eis quae inde per recordationem cernendo exprimuntur, id est ex copulatione rei cuiusdam quam recordati sumus et uisionis quae inde facta est in acie cogitantis cum recordati sumus. Ipsa quae utrumque copulat uoluntas requirit et aliud quod quasi uicinum est atque contiguum recordanti. Tot igitur huius generis trinitates quot recordationes quia nulla est earum ubi non haec tria sint, illud quod in memoria reconditum est etiam antequam cogitetur, et illud quod fit in cogitatione cum cernitur, et uoluntas utrumque coniungens et ex utroque ac tertia se ipsa unum aliquid complens. An potius ita cognoscitur una quaedam in hoc genere trinitas ut unum aliquid generaliter dicamus quidquid corporalium specierum in memoria latet, et rursus unum aliquid generalem uisionem animi talia recordantis atque cogitantis quorum duorum copulationi tertia coniungitur copulatrix uoluntas ut sit hoc totum unum quiddam ex quibusdam tribus?

[VIII] Sed quoniam non potest acies animi simul omnia quae memoria tenet uno aspectu contueri, alternant uicissim cedendo ac succedendo trinitates cogitationum, atque ita fit ista innumerabiliter numerosissima trinitas, nec tamen infinita si numerus in memoria reconditarum rerum non excedatur. Ex quo enim coepit unusquisque sentire corpora quolibet corporis sensu, etiam si posset adiungere quae oblitus est, certus ac determinatus profecto numerus foret quamuis innumerabilis. Dicimus enim innumerabilia non solum infinita sed etiam quae ita finita sunt ut facultatem numerantis excedant.

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[degiovfe] - [2011-04-11 11:33:16]

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